Cassazione Penale, Sentenza n. 22147/2026 del 16/06/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente deduceva vizio di motivazione nella determinazione della quota di profitto confiscabile, sostenendo che la Corte d'appello non avesse effettuato l'accertamento richiesto dalla sentenza rescindente per individuare la quota di profitto concretamente conseguita da ciascun concorrente. Bricchi sosteneva di aver avuto un ruolo di mediatore e di aver percepito, sulla base dei bonifici, un profitto pari a euro 14.000, chiedendo che la confisca venisse limitata a tale somma.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che la Corte d'appello, nel rideterminare le confische, avesse correttamente applicato il criterio indicato dalle Sezioni Unite "Massini": ha preso come riferimento gli elementi emersi dalle intercettazioni (la percentuale concordata sulle somme riciclate, compresa tra il 18% e il 26%), ha applicato la soglia più favorevole all'imputato (18%) in ossequio al principio del favor rei, e, non essendo emersa una ripartizione interna del profitto, ha legittimamente ripartito in parti uguali il profitto del 18% tra i concorrenti. Ha inoltre considerato utili gli elementi probatori extra-bonifici (es. ritrovamento di contanti) che giustificano che il profitto non fosse limitato ai soli bonifici. Di conseguenza sono stati confermati, nei termini decisi dalla Corte d'appello, gli importi di confisca (in particolare euro 41.428,52 per Bricchi e euro 70.957,50 per Molino), con la revoca del sequestro in eccedenza e la restituzione delle somme come disposto in sede di rinvio. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
Sezioni Unite, sentenza "Massini" (Sez. U, n. 13783 del 26/09/2024, dep. 2025, Rv. 287756)
Sez. U, n. 13783 del 26/09/2024, dep. 2025, Massini, Rv. 287756
La confisca nei casi di concorso di persone deve essere limitata a quanto ciascun concorrente ha effettivamente conseguito; l'accertamento della quota di arricchimento è onere di prova nel contraddittorio e, se tale quota non può essere individuata, è legittima la ripartizione in parti uguali
Principio del "favor rei"
Applicato nella quantificazione del profitto, ha portato la Corte ad adottare la misura minima risultante dalle intercettazioni (18%) anziché la percentuale massima concordata (26%)
Massime di principio
- In caso di concorso tra più persone, la confisca deve essere commisurata al profitto effettivamente conseguito da ciascun concorrente; la parte che intende limitare la propria confisca deve provare la misura del proprio arricchimento
- Se non è possibile individuare la ripartizione interna del profitto con prove sufficiente, è legittimo che il giudice ripartisca il profitto in parti uguali tra i concorrenti
- Le intercettazioni e altri elementi indiziari (es. disponibilità di contanti non giustificata) possono essere utilizzati per stimare il profitto complessivo e la percentuale di guadagno concordata tra i partecipanti al reato
- Il principio del favor rei può indurre il giudice a scegliere la valutazione più favorevole all'imputato quando esistano più stime possibili del profitto
- La determinazione della confisca è soggetta al contraddittorio probatorio: chi afferma un profitto limitato deve fornire elementi specifici per superare la stima del giudice
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