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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27426/2022 del 14/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza d'appello che aveva confermato: per Falleroni la responsabilità per bancarotta fraudolenta distrattiva (capo A) e per entrambi la bancarotta semplice documentale (capo B). Contestavano la mancanza di prova che i prelevamenti non fossero giustificati o destinati a pagamenti aziendali, l'assenza di creditori in grado di dimostrare l'inesistenza di danno, il fatto che l'attività societaria fosse cessata nel 2013, l'affidamento alla tenuta della contabilità a uno studio esterno e la circostanza di rapporti esclusivi del commercialista con Falleroni. Chiedevano altresì la riqualificazione del reato di cui al capo A) in bancarotta semplice.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per manifesta infondatezza e carenza di specificità. Ha ritenuto infondate le censure: a) in tema di bancarotta fraudolenta distrattiva la prova della distrazione può desumersi dalla mancata dimostrazione, da parte dell'amministratore, della destinazione dei beni o degli importi prelevati; non sono state fornite indicazioni specifiche su creditori eventualmente soddisfatti né giustificazioni formali dei compensi. b) in tema di bancarotta semplice documentale, la violazione degli obblighi di tenuta delle scritture è punibile anche a titolo di colpa, e l'obbligo sussiste fino alla formale cancellazione dal registro delle imprese; l'affidamento a un professionista non esonera l'imprenditore dall'obbligo di scelta diligente e di controllo. Conseguentemente i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili e i ricorrenti condannati alle spese processuali e a versare alla Cassa delle ammende la somma di Euro 3.000,00.

Norme richiamate

  • art. 216, comma 1, n. 1 della legge fallimentare

    La norma relativa alla bancarotta per distrazione è interpretata in connessione con l'onere dell'amministratore di dimostrare la destinazione dei beni non rinvenuti: la mancata prova della destinazione consente di desumere la distrazione.

  • art. 42 cod. pen.

    Richiamata in relazione alla punibilità a titolo di colpa: la Corte interpreta che, pur non essendo espressa la previsione della colpa, la bancarotta semplice documentale è punibile anche per colpa per deduzione implicita dalla disciplina della bancarotta dolosa documentale.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese e la misura delle ammende a seguito di declaratoria di inammissibilità del ricorso; applicata per irrogare le spese processuali e il versamento alla Cassa delle ammende.

  • d.l. 28/10/2020, n. 137 conv. con l. 18/12/2020, n. 176, art. 23, comma 8

    Disposizione citata in relazione all'acquisizione delle conclusioni scritte del Sostituto Procuratore Generale; conferma la procedura per la trasmissione delle conclusioni scritte al cassazione.

Massime di principio

  • In caso di mancato rinvenimento di cespiti o somme dalla procedura, l'onere probatorio grava sull'amministratore che deve dimostrarne la destinazione; l'assenza di tale prova può essere valutata come indicio di distrazione.
  • Il reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale è un reato di pericolo concreto: non è necessaria la dimostrazione che i singoli atti abbiano effettivamente causato il dissesto, ma che siano idonei a creare pericolo per le ragioni creditorie fino all'apertura del fallimento.
  • La bancarotta semplice documentale è punibile anche a titolo di colpa; la cessazione di fatto dell'attività non elimina l'obbligo di tenuta delle scritture finché non intervenga la formale cancellazione dal registro delle imprese.
  • L'affidamento della contabilità a un professionista non esclude la responsabilità dell'imprenditore: resta rilevante la culpa in eligendo e l'obbligo di vigilanza sul lavoro del professionista incaricato.
  • Le censure generiche, prive di specificità e non accompagnate da elementi probatori puntuali, rischiano l'inammissibilità in Cassazione per manifesta infondatezza.
  • In caso di inammissibilità del ricorso la Cassazione può condannare i ricorrenti alle spese e ad un versamento alla Cassa delle ammende; è necessario valutare il rischio sanzionatorio prima di proporre ricorso carente di fondamento.

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