Cassazione Penale, Sentenza n. 3713/2023 del 30/01/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la confisca del denaro sequestrato contestando l'insussistenza dei presupposti per la confisca e sostenendo un contrasto tra la motivazione e la parte dispositiva della sentenza di primo grado. In particolare affermava che la somma di denaro non fosse "provento" del reato e che la somma sarebbe servita per l'acquisto di una seminatrice; inoltre richiamava la provenienza dagli importi percepiti a titolo di pensione e canoni di locazione.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte di Cassazione ha ritenuto infondato il motivo, confermando la confisca c.d. "allargata" del denaro (e quindi la declaratoria di responsabilità già pronunciata per il reato di detenzione illecita di stupefacenti ai sensi dell'art. 73, comma 1, d.P.R. 309/90). La Corte ha giudicato implausibili le giustificazioni fornite dall'imputato (l'acquisto della seminatrice e i redditi da pensione o canoni), anche alla luce dell'importo in contanti di euro 5.600 e della composizione in banconote. Per tali ragioni la valutazione di merito è stata ritenuta legittima e non sindacabile in cassazione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali. Decisione del 15 dicembre 2022.
Norme richiamate
d.P.R. 309/1990 - Testo unico stupefacenti, art. 73, comma 1
La norma è stata richiamata quale fattispecie di reato (detenzione illecita di sostanze stupefacenti). La Corte ha ritenuto che, accertata la responsabilità per il reato, fosse legittima la confisca allargata del denaro la cui provenienza non è stata adeguatamente giustificata.
Massime di principio
- La confisca "allargata" di somme di denaro rinvenute in possesso dell'imputato può essere confermata se le giustificazioni sulla provenienza risultano implausibili o non documentate.
- Spiegazioni verbali circa l'uso previsto del denaro (es. acquisto di attrezzature) non sono di per sé sufficienti a dimostrarne l'origine lecita; è necessario produrre documentazione probatoria (bonifici, fatture, contratti, dichiarazioni fiscali).
- L'ammontare elevato e la composizione in determinate banconote possono rafforzare la presunzione di collegamento con l'attività illecita, se non fornita una prova convincente della diversa provenienza.
- Le valutazioni di merito sulla credibilità delle giustificazioni sono difficilmente sindacabili in sede di Cassazione; il ricorso deve individuare specifici vizi di diritto o di motivazione contraddittoria per riuscire.
- In situazioni simili, per difendersi efficacemente è consigliabile documentare la tracciabilità delle somme, conservare ricevute e contratti e presentare elementi oggettivi che provino la provenienza lecita del denaro.
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