Cassazione Penale, Sentenza n. 33415/2023 del 31/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la sentenza di appello del 30/03/2022 per molteplici censure: nullità o inutilizzabilità delle intercettazioni e vizi del decreto autorizzativo; vizio di motivazione e travisamento della prova (in particolare "droga parlata", "armi parlate", e "corruzione parlata"); richiesta di riqualificazione dei fatti (es. da corruzione ad induzione indebita o ad abuso d'ufficio); mancata valutazione di memorie difensive; contestazione della qualificazione di concorso/intermediazione; omessa o errata motivazione in ordine alla confisca (Del Vecchio) e alla quantificazione della pena; richiesta di applicazione della fattispecie di lieve entità (art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990). Alcuni ricorrenti avevano inoltre concordato la pena in appello ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili o manifestamente infondati la gran parte dei ricorsi, confermando nella sostanza le valutazioni di merito della Corte di appello e del GUP alla luce della c.d. "doppia conforme" (integrazione motivazionale per relationem tra primo e secondo grado). Sono respinte le richieste di riqualificazione in induzione indebita o abuso d'ufficio, e sono rigettate le censure sull'utilizzabilità delle intercettazioni quando i decreti e il quadro indiziario risultano adeguatamente motivati; sono dichiarati inammissibili i motivi che prospettano una mera lettura alternativa delle prove (in particolare nei casi di "droga parlata"). Tuttavia la Corte ha accolto il profilo relativo alla confisca disposto nei confronti di Del Vecchio Massimiliano: la confisca della somma di euro 11.580,00 è stata annullata senza rinvio per errore di diritto (art. 240-bis cod. pen. non applicabile alla fattispecie contestata). Per il resto le condanne e le determinazioni di pena in appello sono sostanzialmente confermate o giudicate non censurabili in cassazione.
Norme richiamate
art. 599-bis cod. proc. pen.
Regola il concordato in appello: la rinuncia ai motivi di appello limita la cognizione del giudice e preclude la riconsiderazione in cassazione di questioni relative alla responsabilità per le parti rinunciate
art. 73 d.P.R. 309/1990 (comma 5)
Disciplina la fattispecie di lieve entità per reati di stupefacenti; la sua applicazione richiede valutazione complessiva degli indici indicati (mezzi, modalità, circostanze, qualità e quantità delle sostanze)
art. 319 e art. 319-quater cod. pen.
Distinzione tra corruzione e induzione indebita fondata sulla presenza o meno di un rapporto di parità/condizione di soggezione psicologica; la qualificazione è questione di fatto rimessa al giudice del merito
art. 318 e art. 321 cod. pen.
Rilevata la prevalenza della fattispecie di corruzione (art. 319) quando è presente la dazione/promessa collegata ad atti contrari al dovere d'ufficio; art. 321 riguarda peculiari ipotesi di corruzione e non sempre si sovrappone ad art. 240-bis
art. 240-bis cod. pen.
Regime di confisca 'allargata/estesa'; non applicabile ai beni del corruttore per alcuni reati non inclusi nel catalogo della norma; la Corte ha annullato la confisca irrogata a Del Vecchio per tale motivo
art. 606 cod. proc. pen. (lett. b), c), e))
Norme sul contenuto del ricorso per cassazione (motivi di nullità, violazione di legge, vizio logico della motivazione): la Corte ha dichiarato molti motivi inammissibili per genericità o manifesta infondatezza
art. 530 cod. proc. pen.
Prevede l'assoluzione per non aver commesso il fatto o per insufficienza di prove; la Corte ha respinto richieste di assoluzione fondate su mera riconsiderazione delle prove
art. 192 cod. proc. pen. (commi 2 e 3)
Regole di valutazione delle dichiarazioni (att. intercettazioni): le cosiddette 'droga parlata' richiedono motivazione più rigorosa ma non necessariamente riscontri materiali se il compendio probatorio è consistente
art. 270 e art. 267 cod. proc. pen.
Disciplina l'utilizzabilità delle intercettazioni tra procedimenti connessi e l'impiego di acquisizioni d'indagine: la Corte ha ritenuto legittima la scelta accusatoria quando sussiste connessione oggettiva/soggettiva tra i fatti
art. 165-bis disp. att. cod. proc. pen.
Onere di autosufficienza del ricorso e indicazione/produzione degli atti che si assumono travisati: la mancanza di indicazioni o allegazioni specifiche ha determinato l'inammissibilità di alcuni motivi
art. 114 cod. pen.
Attenuante per partecipazione di minima importanza: richiesta non riconosciuta quando il contributo del partecipante non risulti marginale nella dinamica causale del reato
art. 133 cod. pen.
Criteri per la determinazione della pena: la Corte ha richiamato il principio di proporzionalità e i livelli diversi di dettaglio motivazionale richiesti a seconda dell'avvicinamento al minimo o al massimo edittale
art. 81 cod. pen.
Regola la continuazione fra reati: obbligo del giudice di calcolare e motivare l'aumento di pena per ciascun reato satellite (giurisprudenza richiamata dalla Corte)
Massime di principio
- Accettare un concordato in appello (art. 599-bis c.p.p.) limita fortemente la possibilità di impugnare in cassazione questioni sulla responsabilità e sull'utilizzabilità delle prove oggetto di rinuncia; difese basate su quei motivi diventano spesso inammissibili.
- In presenza di una 'doppia conforme' (stesso esito e motivazione con integrazione per relationem tra primo e secondo grado) la Corte di cassazione ha spazi molto ristretti per riesaminare i fatti: occorre evidenziare vizi logici manifesti o travisamenti puntuali e gravissimi delle prove per ottenere accoglimento.
- Le censure sull'utilizzabilità delle intercettazioni richiedono che il ricorrente indichi e allegi specificamente i decreti e gli atti autorizzativi; l'assenza di tali allegazioni rende il motivo inammissibile per difetto di autosufficienza del ricorso.
- La "droga parlata" non impedisce di condannare se il quadro probatorio complessivo (quantità di conversazioni, contenuti, riscontri contestuali) fornisce un convincente giudizio oltre ogni ragionevole dubbio; in tal caso il giudice deve motivare in modo rigoroso.
- La distinzione tra corruzione e induzione indebita è essenzialmente fattuale: è decisivo il parametro del 'rapporto paritario' vs. una condizione di soggezione psicologica del privato; la valutazione spetta al giudice di merito e difficilmente è riformabile in cassazione.
- L'uso dell'art. 240-bis cod. pen. (confisca estesa) è limitato ai reati espressamente indicati: se il reato contestato non rientra nel catalogo, la confisca può essere annullata per errore di diritto (come per Del Vecchio).
- Per ottenere il riconoscimento della fattispecie lieve di cui all'art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990, non basta il solo dato quantitativo: il giudice deve valutare globalmente mezzi, modalità, circostanze, qualità e continuità dell'attività; la presenza di elementi sintomatici di sistematicità esclude l'attenuante.
- Chi svolge attività di intermediazione o di 'contributo atipico' può essere punito come concorrente se il suo apporto ha effettiva rilevanza causale o funzionale all'accordo criminoso; la mera esecuzione meccanica di una fase può non escludere responsabilità concorrente.
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