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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41701/2025 del 30/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorsi per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Rimini che aveva respinto due richieste di riesame contro il decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca riguardante: 60.000,00 euro rinvenuti in una cassetta di sicurezza intestata alla madre (sequestrati a fini di confisca diretta come presunto provento di plurime cessioni di stupefacente), 57.115,14 euro sul conto corrente intestato a Rodion Ovcharuk e un motoveicolo Honda (sequestrati a fini di confisca per sproporzione). I ricorrenti deducono: difetto di fumus commissi delicti e indisponibilità di riscontri alle sole dichiarazioni di terzi (Marco Cavalli); insufficiente prova della correlazione tra denaro e reato; errata valutazione della sproporzione tra beni e redditi leciti; mancanza del periculum in mora (contestazione di presunte vacanze di lusso e valutazione errata della vendita della Porsche).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che le doglianze attaccassero la motivazione del provvedimento impugnato, la quale è risultata non mancante né apparente. Il Tribunale per il riesame aveva adeguatamente motivato il fumus sulla base delle dettagliate dichiarazioni di Marco Cavalli e di riscontri obiettivi (dettagli sulla cassetta di sicurezza, confezionamento del denaro come lo stupefacente, messaggi inviati da Attilio Dante dopo la perquisizione, tentativi di contatto del ricorrente con Cavalli, vendita a prezzo vile della Porsche dopo le dichiarazioni). Il giudice di legittimità ha ritenuto logiche e non viziabili le argomentazioni sulla sussistenza della confisca diretta per i 60.000 euro e della confisca per sproporzione per gli altri beni, nonché sul pericolo di dissipatione (periculum in mora). I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 253 cod. proc. pen.

    Norma richiamata in materia di sequestro preventivo; utilizzata nel quadro delle impugnazioni contro il provvedimento di sequestro

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Norma sul riesame e sui provvedimenti cautelari; la Corte ricorda i limiti del sindacato sulla motivazione del provvedimento impugnato

  • art. 85-bis d.P.R. n. 309/1990

    Norma del testo unico in materia di stupefacenti richiamata in relazione ai reati di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti e alle misure patrimoniali conseguenti

  • art. 240-bis cod. pen.

    Norma sulla confisca per sproporzione e sui presupposti per l'applicazione di misure patrimoniali in rapporto a redditi e disponibilità

  • art. 322-bis e art. 324 cod. proc. pen.

    Norme procedurali che regolano, tra l'altro, i ricorsi avverso ordinanze in materia di misure cautelari e gli interessati legittimati ad impugnare

  • Sez. U., n. 25932 del 29/05/2008 (Ivanov)

    Principio giurisprudenziale richiamato: il vizio di 'violazione di legge' in Cassazione comprende anche la motivazione apparente, ossia la motivazione affetta da vizi tali da renderla priva dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza; ma non si può dedurre vizio di motivazione quando gli argomenti difensivi sono stati effettivamente valutati o risultano assorbiti dal complesso argomentativo

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione che impugna fondamentalmente la valutazione delle prove e della motivazione del giudice di merito è frequentemente dichiarato inammissibile se la motivazione non è mancante né apparentemente viziata: occorre mostrare un vizio di diritto e non solo contestare l'apprezzamento probatorio
  • Dichiarazioni di collaboratori o dichiaranti terzi, se corredate da riscontri oggettivi (luoghi, dettagli conoscitivi, modalità di conservazione del denaro, messaggi che indicano la consapevolezza delle indagini, operazioni patrimoniali sospette) possono costituire fumus per misure patrimoniali, anche se non esistono prove dirette assolute
  • Per la confisca diretta di denaro come provento di reato è necessario che il giudice ritenga provata la riconducibilità del denaro all'attività delittuosa; elementi indiziari e riscontri materiali possono sufficiente a livello cautelare
  • La confisca per sproporzione richiede un confronto tra disponibilità patrimoniali e redditi leciti: spese appariscenti, vendite a prezzo vile dopo l'emersione di investigazioni o capacità di sostenere spese ingenti possono giustificare il sequestro per sproporzione
  • Nel sindacato di legittimità la valutazione del periculum in mora (rischio di dissipazione) viene controllata con attenzione solo se la motivazione del giudice di merito risulta illogica o apparente; altrimenti resta in piedi
  • La posizione di un 'terzo' che dichiara titolarità del bene (es. madre titolare della cassetta) richiede prova autonoma e credibile della provenienza lecita per superare il sequestro: l'onere probatorio grava sul terzo nella fase cautelare

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