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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2858/2022 del 25/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Silvestri impugnava la condanna per concorso in riciclaggio relativa a euro 4.814.999,34 (profitto ritenuto derivante da peculato) sostenendo sette motivi, il principale dei quali era la nullità del decreto di giudizio immediato per violazione dell'art. 453 c.p.p.: mancata preventiva contestazione/ interrogatorio dell'imputato in Italia o invito rituale a comparire (art. 375 c.p.p.), non sanata dall'avere lo stesso reso dichiarazioni in Svizzera e acconsentito alla trasmissione dei verbali. Contestava inoltre elementi del dolo, del concorso e la giurisdizione italiana, nonché omissione nell'assunzione di una prova (teste Cavadini) e nella motivazione della confisca.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il primo motivo fondato e assorbente: il giudizio immediato era stato disposto senza la necessaria preventiva e completa contestazione degli elementi di accusa prevista dall'art. 453 c.p.p.; le audizioni rese in Svizzera e il consenso alla trasmissione dei loro verbali non hanno sanato la violazione del diritto di difesa e del contraddittorio richiesto per il rito immediato. Pertanto la Corte ha annullato senza rinvio le sentenze di primo e secondo grado e ha disposto la trasmissione degli atti al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Milano per l'ulteriore corso.

Norme richiamate

  • art. 453 c.p.p.

    Il giudizio immediato per "evidenza della prova" richiede che la persona sottoposta ad indagini sia stata interrogata sui fatti da cui emerge l'evidenza della prova oppure abbia ricevuto un invito rituale a comparire; tale preventiva contestazione è funzionale al pieno esercizio del diritto di difesa e all'instaurazione del rito immediato.

  • art. 375 comma 3 c.p.p.

    L'invito a comparire deve indicare sommariamente il fatto, gli elementi e le fonti dai quali risulta l'evidenza della prova; l'assenza di tale invito impedisce la legittima instaurazione del giudizio immediato.

  • art. 606 c.p.p.

    Norma procedurale che disciplina i motivi di ricorso per cassazione (lett. b, c, d, e) invocati dal ricorrente; la Corte ha accolto il motivo di nullità processuale proposto ex artt. 606 e 453 c.p.p.

  • art. 648-bis c.p.

    Norma che punisce il reato di riciclaggio; la decisione non ha risolto le questioni di merito relative alla prova del dolo, essendo stata decisa la nullità processuale preliminare.

  • art. 648 c.p.

    Norma che disciplina il ricettazione (ipotesi meno grave richiamata dal ricorrente); la Corte non è entrata nel merito della riqualificazione dati gli esiti sull'impugnazione procedurale.

  • art. 110 c.p.

    Principio sul concorso di persone nel reato invocato dal ricorrente; la Corte ha ritenuto il motivo assorbito dalla decisione sulla nullità del giudizio immediato e non ha esaminato nel merito.

  • art. 178 comma 1 lett. c) c.p.p.

    Rinvio normativo citato dal ricorrente in relazione alla nullità del decreto di giudizio immediato; la Corte ha valutato la necessità del rispetto delle garanzie difensive previste da tale cornice normativa.

  • art. 415-bis c.p.p.

    Norma sul deposito della documentazione delle indagini preliminari richiamata a confronto con le garanzie richieste per il giudizio immediato; la Corte osserva che la contestazione verbale degli elementi su cui si fonda l'evidenza della prova è essenziale nel rito immediato.

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 203/2002

    Richiama il principio che l'istanza di giudizio immediato è ammissibile solo se l'imputato è stato interrogato o regolarmente invitato a comparire con indicazione degli elementi e delle fonti dell'evidenza della prova; tali garanzie sono analoghe a quelle dell'avviso di conclusione indagini.

  • Sez. Unite Cassazione, n. 42979/2014

    Precisa il significato della nozione di "evidenza della prova" nel rito immediato e ribadisce che il previo interrogatorio o invito rituale è indispensabile per assicurare un contraddittorio effettivo; conferma che la mancanza di tale contraddittorio inficia la legittimità del giudizio immediato.

Massime di principio

  • Per disporre il giudizio immediato per "evidenza della prova" è indispensabile che l'indagato sia stato previamente interrogato sui fatti o ritualmente invitato a comparire con l'indicazione degli elementi e delle fonti dell'accusa; l'assenza di tale condizione costituisce causa di nullità rilevabile.
  • Audizioni rese all'estero e il consenso alla trasmissione dei relativi verbali non sanano la mancanza della preventiva contestazione nel territorio dello Stato promotore del giudizio: non sostituiscono il contraddittorio richiesto dall'art. 453 c.p.p.
  • Quando una censura procedurale incide sui diritti di difesa in modo così profondo da essere ritenuta assorbente, la Corte può annullare le sentenze senza esaminare i motivi di merito (elemento soggettivo del reato, concorso, giurisdizione, ecc.).
  • In situazioni analoghe il difensore deve eccepire tempestivamente la nullità derivante da mancata contestazione o mancato interrogatorio e documentare l'assenza di un invito rituale; se possibile richiedere l'assunzione delle prove decisive non acquisite.
  • La Corte richiede al pubblico ministero un'accurata verifica preventiva del rispetto delle garanzie difensive quando propone il rito immediato: eventuali omissioni procedurali possono portare all'annullamento dell'intero processo.

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