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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44009/2022 del 18/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso la sentenza del 26/05/2022 del Tribunale di Como che aveva applicato la pena concordata ai sensi dell'art. 444 c.p.p. per reati connessi a stupefacenti (art. 73 d.P.R. 309/1990), resistenza a pubblico ufficiale (art. 337 c.p.) e violazioni in materia di immigrazione (art. 10-bis d.lgs. 286/1998). Il ricorrente, tramite difensore, deduceva violazione di legge e vizio di motivazione riguardo alla qualificazione giuridica dei fatti, contestando in particolare la configurazione del reato in materia di stupefacenti e sostenendo che il fatto fosse riconducibile all'art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990 (ipotesi contestata dal ricorrente).

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le deduzioni sulla qualificazione giuridica fossero aspecifiche e, ai fini dell'ammissione dell'impugnazione sulla qualificazione (art. 448, comma 2-bis c.p.p.), fosse necessario che la violazione emergesse con evidenza dalla stessa contestazione in rapporto al fatto rappresentato. Nel caso concreto non sono stati indicati profili di eccentricità della contestazione; anzi il riferimento ai quantitativi di cocaina (corrispondenti a più di mille dosi) era coerente con l'impostazione accusatoria. Per tali ragioni il ricorso è stato respinto come inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e, per i profili di colpa connessi all'inammissibilità, al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 444 cod. proc. pen.

    Riferimento al patteggiamento: la pena era stata concordata in sede di giudizio ai sensi della norma; la Corte ha valutato il ricorso avverso una sentenza di applicazione della pena su quel presupposto.

  • art. 73 d.P.R. 309 del 1990

    Norma sulla disciplina degli stupefacenti: la Corte ha ritenuto che la qualificazione del fatto come reato in materia di stupefacenti fosse congrua, anche alla luce dei quantitativi (oltre mille dosi), e che il ricorso non avesse deduzioni specifiche per contestare tale qualificazione.

  • art. 337 cod. pen.

    Riferimento al reato di resistenza a pubblico ufficiale, inserito tra le condanne per le quali era stata concordata la pena.

  • art. 10-bis d.lgs. 286 del 1998

    Norma in materia di immigrazione: richiamata tra le imputazioni per le quali è stata applicata la pena concordata.

  • art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen.

    La Corte ha richiamato questa disposizione per precisare i limiti dell'impugnazione sulla qualificazione giuridica dopo l'applicazione della pena: è ammissibile solo se la violazione emerge con evidenza dalla stessa contestazione in rapporto al fatto; deduzioni aspecifiche non sono sufficienti.

Massime di principio

  • Un'impugnazione che contesti la qualificazione giuridica deve essere specifica: indicare in modo chiaro in che punto della contestazione originaria la qualificazione sarebbe errata o eccentrica rispetto ai fatti prospettati.
  • Dopo l'applicazione della pena concordata (art. 444 c.p.p.), la possibilità di impugnare la qualificazione è limitata; ai sensi dell'art. 448, comma 2-bis, l'errore deve emergere con evidenza dalla stessa contestazione.
  • Se i fatti e le quantità (es. quantità di stupefacente) sono coerenti con l'impostazione accusatoria (p.es. sostanze in quantità corrispondenti a centinaia o migliaia di dosi), è difficile riformulare la fattispecie come meno grave senza elementi di eccentricità della contestazione.
  • Le impugnazioni aspecifiche possono essere dichiarate inammissibili e comportare sanzioni economiche (spese processuali e, se la inammissibilità è ritenuta colposa, contributi alla Cassa delle ammende).
  • Per aumentare le probabilità di successo in ricorsi sulla qualificazione, il difensore deve allegare elementi fattuali e giuridici concreti che mettano in luce discrasie tra la contestazione formale e la realtà del fatto.

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