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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20780/2025 del 04/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di legittimità ha ritenuto il primo motivo fondato: constatata la regolarità della remissione di querela e la tempestività del ricorso, ha dichiarato estinto il reato (relativo al capo a)) ai sensi dell'art. 152 c.p. e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per remissione di querela. Ha inoltre condannato l'imputata al pagamento delle spese processuali. Sentenza resa il 14 maggio 2025.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente ha dedotto che, con riferimento al capo a) dell'imputazione, è intervenuta remissione di querela rispettando le formalità richieste dagli artt. 339 e 340 c.p.p.; per giurisprudenza di legittimità la remissione di querela regolarmente accettata determina l'estinzione del reato perseguibile a querela e va rilevata e dichiarata dal giudice di legittimità quando il ricorso è tempestivo.

Norme richiamate

  • art. 339 cod. proc. pen.

    Regola le formalità della remissione di querela; la Corte ha ritenuto rispettate tali formalità, necessario per far valere l'estinzione del reato.

  • art. 340 cod. proc. pen.

    Ulteriore disposizione procedurale collegata alla remissione della querela; richiede osservanza di specifiche formalità che, se rispettate, legittimano l'effetto estintivo.

  • art. 152 cod. pen.

    Stabilisce l'estinzione del reato per remissione di querela; applicato dalla Corte per dichiarare estinto il reato relativo al capo a).

  • art. 110 cod. pen.

    Norma sul concorso di persone nel reato, citata come capo di imputazione collegato; non è il profilo decisivo della declaratoria di estinzione riferita alla remissione di querela.

  • art. 624 cod. pen.

    Norma sostanziale relativa al reato di furto (citata nella imputazione confermata in parte dalla Corte d'appello); il provvedimento di estinzione riguarda però il capo per il quale era necessaria la querela.

  • Giurisprudenza: Sez. U, n. 24246 del 25/02/2004, Rv. 227681

    Principio richiamato secondo cui la remissione di querela ritualmente accettata determina l'estinzione del reato perseguibile a querela e deve essere rilevata e dichiarata anche dal giudice di legittimità se il ricorso è tempestivo.

Massime di principio

  • La remissione di querela, se rituale e con le formalità previste dagli artt. 339 e 340 c.p.p., estingue il reato perseguibile a querela ai sensi dell'art. 152 c.p.; il giudice di legittimità deve rilevare e dichiarare tale estinzione quando il ricorso è tempestivo.
  • La declaratoria di estinzione per remissione di querela opera solo rispetto al reato per il quale la querela è stata rimessa; eventuali altri capi perseguibili d'ufficio o per i quali non è intervenuta remissione restano autonomamente valutabili.
  • Se l'estinzione del reato rende inidoneo ogni ulteriore accertamento, la Corte può annullare la sentenza senza rinvio; ciò non impedisce l'imposizione delle spese processuali nei confronti dell'imputato.
  • Per far valere efficacemente la remissione è fondamentale verificare la correttezza formale dell'atto di remissione e la tempestività dei rimedi impugnatori; il mancato rispetto delle formalità può precludere l'effetto estintivo.
  • In fase difensiva, distinguere sempre se il reato è procedibile a querela o d'ufficio: la remissione incide solo sui reati perseguibili a querela e non sugli altri.

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