Sentenza n. 3074/2026 - Milano, Sezione 3
per l’ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Milano n. 1232/2025 depositata in data 17/03/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano che aveva condannato il Ministero a mettere a disposizione la carta docente per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano n. 1232/2025, passata in giudicato e ritualmente notificata, che aveva condannato il Ministero a riconoscere la carta docente, del valore di euro 500,00 per ciascun anno scolastico 2020/2021, 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024. Nelle conclusioni la ricorrente ha chiesto il beneficio anche per l'anno 2019/2020. Ha dedotto la mancata esecuzione della pronuncia e l'omesso pagamento delle somme dovute. Il Ministero, pur costituito, non ha contestato l'an o il quantum del credito, né ha documentato pagamenti, anche parziali, o lo stato della procedura. La richiesta di ottemperanza non comprendeva invece le spese di lite liquidate nella sentenza civile, distratte in favore del difensore.
La decisione
Il TAR ha accolto parzialmente il ricorso. Ha escluso l'anno scolastico 2019/2020, perché la sentenza da eseguire aveva espressamente precisato che tale annualità non era stata domandata e, quindi, non aveva riconosciuto il relativo beneficio. Ha accertato invece l'inottemperanza del Ministero per gli anni 2020/2021, 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024, rilevando che il titolo era passato in giudicato, era stato ritualmente notificato, era decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996 e l'amministrazione non aveva effettuato alcun pagamento. Ha ordinato al Ministero di provvedere integralmente entro 90 giorni dalla pubblicazione della sentenza. Per l'eventuale ulteriore inottemperanza ha nominato commissario ad acta il Direttore della Ragioneria territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, con facoltà di delega, assegnandogli 60 giorni dalla comunicazione dell'inottemperanza. Ha respinto implicitamente la richiesta di penalità di mora, ritenendola manifestamente iniqua in ragione del tempo trascorso e dell'entità delle somme. Le spese di lite sono state compensate per la fondatezza solo parziale del ricorso.
Norme richiamate
art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30
termine dilatorio di 120 giorni per il pagamento
Il decorso del termine dilatorio di 120 giorni consente di accertare l'inottemperanza dell'amministrazione a un titolo esecutivo di condanna al pagamento, in assenza di adempimento.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza il giudice deve attenersi al contenuto precettivo del titolo da eseguire e non può estenderne gli effetti a annualità o utilità che il titolo abbia espressamente escluso o che non siano state riconosciute.
- Quando una sentenza di condanna al pagamento è passata in giudicato, è stata ritualmente notificata, è decorso il termine dilatorio previsto dalla legge e l'amministrazione non ha effettuato neppure pagamenti parziali, il giudice dell'ottemperanza può accertare l'inadempimento e ordinare il pagamento integrale entro un termine assegnato.
- In caso di persistente inottemperanza all'ordine di pagamento, il giudice dell'ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, individuando l'ufficio competente, consentendo la delega interna e fissando un termine per l'esecuzione sostitutiva.
- La penalità di mora può essere negata quando, avuto riguardo al tempo trascorso e all'entità delle somme pretese, la sua applicazione risulti manifestamente iniqua.
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