Cassazione Penale, Sentenza n. 21085/2022 del 31/05/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza di appello che aveva assolto gli imputati perché il fatto non costituisce reato. Il Procuratore generale contestava la decisione della Corte d'appello secondo cui la correzione di "errore materiale" del piano regolatore (delibere comunali n. 35/2015 e n. 27/2015) era legittima. Secondo il ricorrente, tale correzione avrebbe invece avuto natura di variante al PRG, violando l'art. 17, comma 12, della L.R. 56/1977, e configurando abuso d'ufficio ex art. 323 c.p., anche alla luce delle modifiche normative (art. 23 d.l. 76/2020 conv. L. 120/2020). Sosteneva inoltre che l'errore materiale non può riguardare l'individuazione concreta degli immobili né fatti sopravvenuti alla data di approvazione del PRG
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Motivazione: il ricorso del Procuratore generale era aspecifico perché contestava solo il profilo oggettivo della condotta (leggittimità della procedura di correzione dell'errore materiale) mentre la sentenza impugnata era fondata su due rationes decidendi autonome e autosufficienti (insussistenza dell'elemento oggettivo e insussistenza del dolo soggettivo). Poiché la Corte d'appello aveva escluso sia l'elemento oggettivo sia il dolo e la statuizione sul dolo è divenuta irrevocabile, l'impugnazione parziale non poteva scalfire la decisione complessiva. Di conseguenza il ricorso è stato respinto per inammissibilità e l'assoluzione pronunciata in appello è rimasta confermata
Norme richiamate
Legge regionale 5 dicembre 1977, n. 56, art. 17, comma 12
Non costituiscono varianti del PRG: a) le correzioni di errori materiali, nonché gli atti che eliminano contrasti fra enunciazioni dello stesso strumento e per i quali sia evidente e univoco il rimedio
La Corte d'appello ha ritenuto legittimo il ricorso alla procedura di correzione dell'errore materiale nella fattispecie concreta; il Procuratore generale sosteneva invece una lettura restrittiva (errore limitato a fatti occorsi in sede di redazione del PRG e non riferibile a fatti sopravvenuti). La Cassazione non ha deciso sul merito della corretta interpretazione della norma, avendo dichiarato il ricorso inammissibile
Codice penale, art. 323 (abuso d'ufficio)
Il pubblico ministero riteneva che l'adozione impropria della procedura di correzione potesse integrare il reato di abuso d'ufficio; la Corte d'appello ha escluso la sussistenza sia dell'elemento oggettivo che del dolo per gli imputati. La Cassazione, per ragioni processuali, non ha esaminato nel merito la configurabilità del reato
Norme tecniche di attuazione (art. 16 richiamato in motivazione)
Le norme tecniche cui si riferiva l'accusa avrebbero imposto vincoli sugli interventi possibili sugli immobili (consentendo solo manutenzione/restauro). L'accusa sosteneva che la correzione aveva rimosso il vincolo e aumentato il valore degli immobili; la Cassazione non ha valutato nel merito tali effetti
D.l. 16 luglio 2020 n. 76, art. 23, comma 1 (convertito con L. 11 settembre 2020 n. 120)
Richiamato dal Procuratore generale come novellazione rilevante ai fini della punibilità dell'abuso d'ufficio; la pronuncia della Cassazione non si è pronunciata sulla rilevanza sostanziale di tale novella, avendo escluso la trattazione per inammissibilità
Giurisprudenza della Cassazione (principio sulla inammissibilità dei ricorsi generici)
La Corte ha applicato il principio consolidato secondo il quale il ricorso per cassazione è inammissibile se non specifico o se impugna solo una delle rationes decidendi autonome poste a fondamento della decisione impugnata
Massime di principio
- In Cassazione un ricorso che contesta solo una delle motivazioni autonome della sentenza impugnata è inammissibile: è necessario rivolgere censure complete e specifiche a tutte le ragioni decisive della decisione impugnata
- Se la Corte d'appello assolve per carenza sia dell'elemento oggettivo che dell'elemento soggettivo e la parte impugna solo uno di questi profili, l'accertamento non contestato può divenire giudicato e rendere inammissibile il ricorso
- Le valutazioni di discrzionalità amministrativa (es. scelta procedurale tra correzione di errore materiale o variante) possono avere rilievo penale solo se emerge un chiaro superamento dei limiti normativi e la presenza del dolo; in assenza di analisi completa del dolo, il profilo penale può risultare escluso
- Nelle questioni tecnico-amministrative relative a strumenti urbanistici è rilevante fissare il momento temporale cui riferire l'errore (ad es. al momento dell'approvazione del PRG); contestazioni tardive o riferite a fatti sopravvenuti possono essere escluse dalla fattispecie di "errore materiale"
- Per evitare l'inammissibilità, il Pubblico Ministero e le parti devono formulare motivi di cassazione aderenti alle specifiche ragioni di decisione della corte di merito e non limitarsi a rilievi parziali o generici
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