Sentenza del 19/03/2019 n. 1651 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
REGISTRO- Contratto di locazione - Riqualificazione - Concessione di diritto di superficie - Spese straordinarie a carico del conduttore - Acquisizione dell'impianto gratuitamente a fine contratto - Non costituiscono clausole che legittimano la pretesa di riqualificazione dell'A.F. ma rientrano nella disciplina liberamente derogabile tra le parti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa pretesa di riqualificazione dell'Amministrazione finanziaria è stata esclusa. Le clausole relative alle spese straordinarie e all'acquisizione gratuita degli impianti non sono state ritenute sufficienti a trasformare il contratto di locazione in una concessione di diritto di superficie, poiché rientrano nella disciplina liberamente derogabile dalle parti.
Esito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La controversia riguardava la qualificazione, ai fini dell'imposta di registro, di un contratto formalmente qualificato come locazione. L'Amministrazione finanziaria sosteneva che alcune clausole — in particolare l'addebito al conduttore delle spese di straordinaria amministrazione e l'acquisizione gratuita degli impianti al termine del contratto — fossero indicative di una concessione di diritto di superficie e legittimassero quindi la riqualificazione del negozio. Il contribuente contestava tale interpretazione, sostenendo che le clausole rientrassero nella normale autonomia contrattuale delle parti.
Norme richiamate
Disciplina dell'imposta di registro
La qualificazione dell'atto ai fini dell'imposta di registro non può fondarsi esclusivamente su singole clausole compatibili con un contratto di locazione e riconducibili all'autonomia negoziale, se non emerge una diversa causa concreta del contratto.
Disciplina civilistica della locazione e dell'autonomia contrattuale
Le parti possono regolare liberamente la ripartizione delle spese e prevedere effetti patrimoniali alla cessazione del rapporto, inclusa l'acquisizione degli impianti, senza che tali pattuizioni determinino automaticamente una concessione di diritto di superficie.
Disciplina della concessione del diritto di superficie
La qualificazione come diritto di superficie richiede elementi sostanziali propri di tale diritto reale; non è sufficiente la presenza, in un contratto di locazione, di clausole relative agli impianti o agli oneri di manutenzione.
Massime di principio
- Ai fini dell'imposta di registro, l'Amministrazione finanziaria non può riqualificare un contratto sulla base di singole clausole accessorie se queste sono compatibili con la causa tipica del contratto dichiarato.
- L'attribuzione al conduttore delle spese straordinarie, anche se normalmente gravanti sul locatore, può costituire una pattuizione valida nell'ambito dell'autonomia contrattuale e non prova, da sola, l'esistenza di un diritto reale.
- La previsione che gli impianti restino o siano acquisiti gratuitamente dal conduttore alla fine del rapporto non comporta automaticamente una concessione di diritto di superficie.
- Per riqualificare un contratto occorre dimostrare che la sua causa concreta e l'assetto complessivo degli interessi siano incompatibili con la qualificazione formale, non limitarsi a valorizzare clausole isolate.
- In situazioni analoghe è opportuno esaminare il contratto nel suo insieme, distinguendo tra elementi essenziali del negozio e clausole accessorie liberamente negoziabili.
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