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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31542/2025 del 22/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Taranto che ha rigettato l'appello avverso il diniego di sostituzione della misura cautelare della custodia in carcere con gli arresti domiciliari (anche con controllo elettronico). La difesa aveva dedotto: disponibilità di domicilio alternativo (abitazione del figlio in altro comune), decorso della custodia per circa due terzi della pena, ruolo marginale nell'omicidio, comportamento collaborativo in carcere e pentimento, nonché la comparazione con la situazione del coniuge coimputato ai domiciliari per motivi di salute.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto legittima l'inammissibilità per intempestività della memoria depositata cinque giorni prima dell'udienza e corretta la valutazione di merito secondo cui i nuovi elementi non attenuavano le esigenze cautelari. In particolare: la disponibilità di un domicilio in altro comune è stata considerata elemento nuovo soggetto al termine previsto dall'art. 127 cod. proc. pen.; il mero decorso del tempo e il fatto di avere scontato circa due terzi della pena non sono di per sè idonei a escludere le esigenze cautelari, specie in presenza della presunzione relativa prevista dall'art. 275, comma 3, per il delitto di omicidio; la valutazione del ruolo dell'imputata attiene al giudice di merito e la Cassazione non può riformare la ricostruzione dei fatti salvo vizi di illogicità della motivazione; l'osservanza delle prescrizioni carcerarie è neutra se non accompagnata da elementi sintomatici di mutamento della pericolosità. Condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e trasmissione della copia del provvedimento secondo le norme procedurali applicabili.

Norme richiamate

  • art. 127 cod. proc. pen.

    comma 2 (termine di presentazione delle memorie in appello cautelare: cinque giorni prima dell'udienza)

    Nel giudizio di appello cautelare le memorie che introducono elementi informativi nuovi devono essere depositate entro il termine dilatorio di cinque giorni per garantire il contraddittorio; produzioni fuori termine possono essere dichiarate inammissibili

  • art. 310 cod. proc. pen.

    richiama le "forme" dell'art. 127 per il procedimento d'appello cautelare

    Il rinvio ad "art. 127" implica che nel giudizio di appello cautelare si applicano le regole specifiche sui termini e sulle forme delle memorie previste per l'udienza camerale

  • art. 275 cod. proc. pen.

    comma 3 (presunzione relativa di sussistenza delle esigenze cautelari per determinati reati, tra cui l'omicidio)

    Per reati come l'omicidio vige una presunzione relativa di persistenza delle esigenze cautelari e dell'adeguatezza della custodia cautelare in carcere; tale presunzione prevale sulla norma generale e non è superata dal solo decorso del tempo

  • art. 299 cod. proc. pen.

    richiesta di sostituzione della misura cautelare

    La richiesta di sostituzione della misura è soggetta alla valutazione delle esigenze cautelari e delle modalità di adeguatezza della misura alternativa; eventuali elementi a favore devono essere prodotti rispettando i termini per il contraddittorio

  • art. 274 cod. proc. pen.

    norma generale sulle misure cautelari e loro adeguatezza/proporzionalità

    La norma generale sulla proporzionalità delle misure non consente di revocare la custodia cautelare basandosi soltanto su un criterio aritmetico (p.es. due terzi della pena): occorre valutare la persistenza delle esigenze cautelari

  • art. 616 cod. proc. pen.

    condanna per spese processuali

    Dispositivo applicato per condannare la parte ricorrente alle spese processuali a seguito del rigetto del ricorso

  • art. 94 disp. att. cod. proc. pen.

    comma 1-ter (trasmissione del provvedimento quando non consegue la rimessione in libertà)

    Obbligo di trasmissione del provvedimento alle autorità competenti qualora la decisione non comporti la scarcerazione dell'imputata

Massime di principio

  • In appello cautelare ogni nuova informazione che possa incidere sull'adeguatezza della misura deve essere depositata nei termini previsti dall'art.127, comma 2 (cinque giorni prima dell'udienza) per garantire il contraddittorio; memorie fuori termine possono essere dichiarate inammissibili.
  • Per i reati per cui opera la presunzione di cui all'art.275, comma 3 (es. omicidio), il mero decorso del tempo o il fatto di aver scontato una percentuale della pena (es. circa due terzi) non sono, di per sè, idonei a far venir meno le esigenze cautelari: è necessario proporre elementi concreti e sopravvenuti che dimostrino l'attenuazione del pericolo.
  • La valutazione del ruolo dell'imputato nella vicenda (se marginale o centrale) attiene al giudice di merito; la Corte di legittimità controlla la logicità e la legittimità della motivazione, non rifà la valutazione probatoria salvo manifesta illogicità.
  • L'osservanza delle prescrizioni carcerarie è generalmente un elemento neutro e non prova di resipiscenza sufficiente a modificare il quadro cautelare se non è accompagnata da altri elementi significativi di modificazione della personalità e del rischio di reiterazione.
  • La disponibilità di un domicilio in un comune diverso non elimina automaticamente il rischio di reiterazione: il giudice valuta la complessiva situazione di pericolosità, incluse eventuali connessioni con pregiudicati e la possibilità di contatti esterni.
  • Il braccialetto elettronico o altri sistemi di controllo non sono automaticamente ritenuti idonei se non garantiscono la neutralizzazione delle specifiche esigenze di prevenzione, ad esempio quando sono concrete le possibilità di contatti illeciti non monitorabili dal dispositivo.
  • Pratiche consigliate per difensori in situazioni analoghe: depositare memorie e documenti nuovi nei termini stabiliti; produrre prove concrete e documentate di cambiamenti reali (es. programmi di riabilitazione, progetti lavorativi, isolamento da soggetti pregiudicati, certificazioni mediche); contestare con argomentazioni logiche e prove any ricostruzioni fattuali rilevanti per la cautela.

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