Cassazione Penale, Sentenza n. 23138/2022 del 14/06/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza d'appello che aveva confermato la condanna per furto tentato (capo A), resistenza a pubblico ufficiale (capo B) e danneggiamento aggravato (capo C). Il ricorrente ha svolto due censure principali: (1) violazione di legge relativa all'elemento soggettivo e oggettivo dei reati B e C, sostenendo che fosse in stato di alterazione (referto ospedaliero) e che avesse usato una forza moderata e non oppositiva; (2) vizio di motivazione, perché la sentenza d'appello sarebbe mera riproposizione della decisione di primo grado senza valutazione critica dei motivi di appello.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza e per motivi non consentiti in sede di legittimità. Ha ritenuto che non sia ammessa in Cassazione una rinnovata valutazione dei fatti e che l'argomentazione del ricorrente rappresentasse una diversa ricostruzione fattuale. Quanto all'alterazione/ubriachezza, la Corte ha ricordato che l'art. 92 c.p. non esclude la colpevolezza: per il dolo è sufficiente che il soggetto fosse capace di attivarsi in modo razionalmente concatenato; nel caso il prevenuto era cosciente e vigile, quindi non vigeva incapacità. La condotta di "spintonare gli agenti" è stata ritenuta riconducibile all'art. 337 c.p. (resistenza a pubblico ufficiale) poiché gli agenti stavano compiendo un atto d'ufficio. Il vizio di motivazione prospettato è stato ritenuto infondato: la Corte d'appello ha esaminato le censure. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 337 cod. pen.
La condotta di spintonare agenti che stavano eseguendo un atto d'ufficio integra il reato di resistenza a pubblico ufficiale.
art. 92 cod. pen.
La disposizione sull'imputabilità non esprime in termini la valutazione della colpevolezza: lo stato di ubriachezza/alterazione non esclude automaticamente la responsabilità penale se il soggetto era in grado di agire razionalmente.
art. 42 cod. pen.
Criteri generali per la determinazione del dolo/colpevolezza applicabili anche ai casi di alterazione: il dolo sussiste se il soggetto ha agito con capacità di concatenare razionalmente azioni e conseguenze.
art. 43 cod. pen.
Principi sull'imputabilità e capacità di intendere e volere utilizzati per valutare se l'alterazione esclude la responsabilità.
art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p.
Il vizio di motivazione per Cassazione richiede l'assenza totale o l'apparenza della motivazione; non è sufficiente che la sentenza di grado successivo riprenda motivazioni del primo grado se però ha esaminato compiutamente le censure.
Sentenza Corte Cost. 13/06/2000 n. 186
Criterio per l'applicazione della condanna alla Cassa delle ammende: occorre valutare se il ricorso è stato proposto con colpa nella determinazione della causa di inammissibilità; qui la Corte ha comunque disposto un importo equitato.
Massime di principio
- La Corte di Cassazione non è sede per una rinnovata valutazione dei fatti: i ricorsi che mirano a proporre una diversa ricostruzione fattuale sono inammissibili.
- Lo stato di ubriachezza o alterazione non esclude automaticamente il dolo; per escluderlo è necessario provare l'incapacità di agire in modo razionalmente concatenato (documentazione medico-legale forte richiesta).
- La condotta di spintonare agenti che svolgono un atto d'ufficio rientra nella fattispecie della resistenza a pubblico ufficiale (art. 337 c.p.).
- Per far valere un vizio di motivazione in Cassazione bisogna dimostrare la totale assenza o l'apparenza della motivazione, non la semplice ripetizione degli argomenti già esposti in primo grado.
- Ricorsi manifestamente infondati o inammissibili possono comportare condanna alle spese e somme a titolo di Cassa delle ammende: valutare attentamente la rilevanza giuridica delle questioni prima di proporre ricorso in Cassazione.
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