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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25442/2024 del 27/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Lecce del 19/05/2023 che aveva confermato la condanna per il reato previsto dall'art. 4 legge n.110/1975 (rinvenimento di un coltello a serramanico a bordo di un'autovettura). Il ricorso articolava due motivi: 1) vizio di motivazione e errata applicazione del diritto in ordine al diniego della pena sostitutiva alla luce del d.lgs. n.150/2022 (art.20bis c.p. e disposizione transitoria art.95), per cui si contestava l'illogicita' del diniego fondato sulla 'inaffidabilita'' soggettiva e su precedenti per lo piu' datati; 2) vizio di motivazione in ordine al diniego delle circostanze attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo e dichiarato infondato il secondo. Ha ritenuto applicabile la disciplina transitoria dell'art.95 d.lgs.150/2022 e ha censurato la motivazione del diniego della pena sostitutiva, poiche' la valutazione di 'scarsa affidabilita'' si era basata esclusivamente sull'esistenza di precedenti penali senza valutare la loro consistenza e la prossimita' temporale. Pertanto la sentenza impugnata e' stata annullata limitatamente al punto relativo all'applicazione della pena sostitutiva e la causa e' stata rinviata ad altra Sezione della Corte d'Appello di Lecce per nuovo giudizio. Sul diniego delle attenuanti generiche la Cassazione ha ritenuto la motivazione adeguata e ha respinto il relativo motivo.

Norme richiamate

  • art. 4 legge n.110 del 1975

    Norma sostanziale del reato contestato; la sentenza di merito ha ritenuto il ricorrente penalmente responsabile ai sensi di tale disposizione.

  • d.lgs. n.150 del 2022, art.95 (disposizione transitoria)

    Disposizione transitoria che rende applicabile la nuova disciplina sulle pene sostitutive; la Corte ha ritenuto che la norma sia applicabile al caso concreto e consenta di proporre la domanda di pena sostitutiva.

  • art. 20‑bis cod. pen.

    Individua i limiti di pena detentiva suscettibili di sostituzione e rinvia alla disciplina del capo III della legge n.689/1981; la Cassazione ha osservato che occorre applicare unitariamente quanto previsto dal codice e dalla legge n.689/1981.

  • artt. 58 e 59 legge n.689 del 1981

    Stabiliscono i criteri e i limiti per l'applicazione delle pene sostitutive (art.58: parametri di esercizio della discrezionalita' del giudice, inclusa l'idoneita' e l'affidabilita'; art.59: ipotesi di inapplicabilita'); la Cassazione ha imposto il loro puntuale utilizzo, con attenzione alla consistenza e alla prossimita' temporale dei precedenti.

Massime di principio

  • La disciplina introdotta dal d.lgs. n.150/2022 e l'art.20‑bis c.p. sono applicabili anche in sede di decisione esecutiva e consentono di proporre la domanda di pena sostitutiva; il giudice deve motivare adeguatamente il diniego.
  • Il diniego della pena sostitutiva non puo' fondarsi su un generico richiamo all'inaffidabilita' del condannato basato esclusivamente sull'esistenza di precedenti: occorre valutare gravita', consistenza e prossimita' temporale dei precedenti per inferire una pericolosita' sociale tale da escludere la sostituzione.
  • Il giudice deve applicare i parametri degli artt.58 e 59 della legge n.689/1981, valutando l'idoneita' della pena sostitutiva a perseguire fini rieducativi e la capacita' di autocontrollo del soggetto.
  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche e' ammissibile se adeguatamente motivato; in presenza di motivazione puntuale la Cassazione non interviene.
  • In casi analoghi il difensore dovrebbe chiedere espressamente che il giudice valorizzi data, natura e consistenza dei precedenti e fornisca una motivazione specifica se ritiene sussistere un'affidabilita' insufficiente a giustificare la pena sostitutiva.

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