Sentenza n. 1374/2026 - Catanzaro, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio-inadempimento del Comune sulla conclusione del procedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001, avviato dopo la deliberazione consiliare n. 7 del 6 marzo 2025
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietario)
Prevale il privato
La controversia
La società ricorrente ha dedotto che il Comune occupava sine titulo una porzione del suo fondo, sulla quale era stato realizzato un Centro Direzionale Congressuale, determinando l’irreversibile trasformazione dell’area. Dopo una precedente pronuncia del Consiglio di Stato che aveva dichiarato inammissibile, per tardività, una precedente azione avverso il silenzio, la società ha presentato al Comune istanze sollecitatorie per l’avvio o la definizione del procedimento ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001, chiedendo l’acquisizione sanante o la restituzione del bene. Il Consiglio comunale ha quindi deliberato di acquisire al patrimonio indisponibile comunale la porzione di terreno, incaricando l’Ufficio tecnico di determinare l’indennizzo. La società ha successivamente diffidato il Comune a dare esecuzione alla deliberazione, ma l’amministrazione è rimasta inerte. Il Comune ha eccepito l’inammissibilità del ricorso sostenendo che la deliberazione consiliare avesse già concluso il procedimento e che gli atti successivi — determinazione, liquidazione o deposito dell’indennizzo, notifiche e trascrizione — avessero natura meramente esecutiva. La ricorrente ha contestato tale ricostruzione, affermando che la deliberazione esprimeva soltanto la volontà di procedere all’acquisizione, senza produrre l’effetto traslativo.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che la deliberazione consiliare esprimesse la volontà politico-amministrativa di acquisire il terreno, ma non costituisse l’atto conclusivo idoneo a produrre l’effetto traslativo, poiché demandava a un successivo provvedimento la quantificazione dell’indennizzo. L’acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001 si perfeziona soltanto quando l’indennizzo sia effettivamente corrisposto al proprietario o depositato; nel caso concreto, mancavano inoltre gli ulteriori adempimenti esecutivi, compresa la trascrizione nei registri immobiliari. Pertanto permaneva l’occupazione sine titulo e sussisteva l’inerzia del Comune sulla conclusione del procedimento, nonostante la diffida del 26 maggio 2025. Il Comune è stato ordinato di definire il procedimento e dare esecuzione alla deliberazione consiliare entro 60 giorni dalla comunicazione amministrativa della sentenza o dalla sua notificazione, se anteriore. Non è stato nominato un commissario ad acta, in ragione dello stato avanzato del procedimento. Il Comune è stato condannato al pagamento delle spese di lite, liquidate in euro 2.000, oltre contributo unificato, spese generali, IVA e CPA se dovuti.
Norme richiamate
art. 42-bis d.P.R. 327/2001
L’acquisizione sanante produce l’effetto traslativo soltanto con l’effettiva corresponsione o il deposito dell’indennizzo; la deliberazione che esprime la volontà di acquisire il bene, ma rimette a successivi atti la quantificazione dell’indennizzo, non conclude il procedimento e non fa cessare l’occupazione sine titulo.
art. 31 c.p.a.
Consente l’azione avverso il silenzio quando l’amministrazione permane inerte rispetto all’obbligo di concludere il procedimento, anche dopo una nuova istanza sollecitatoria idonea a far decorrere nuovamente il termine procedimentale.
art. 117 c.p.a.
Disciplina il rito per l’azione avverso il silenzio e consente al giudice di ordinare all’amministrazione di provvedere entro un termine assegnato.
Massime di principio
- Nel procedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001, la deliberazione dell’organo competente che manifesta la volontà di acquisire il bene non produce da sola l’effetto traslativo quando rimetta a un successivo atto la determinazione dell’indennizzo.
- L’effetto traslativo dell’acquisizione sanante si perfeziona con l’effettiva corresponsione al proprietario o con il deposito dell’indennizzo; fino a tale momento permane l’occupazione sine titulo del bene, salva la necessità degli ulteriori adempimenti previsti, inclusa la trascrizione.
- L’inerzia dell’amministrazione nella determinazione e nel pagamento o deposito dell’indennizzo, nonché negli adempimenti conclusivi dell’acquisizione sanante, può essere fatta valere mediante azione avverso il silenzio, anche se l’amministrazione abbia previamente adottato una deliberazione di indirizzo o di volontà acquisitiva.
- Quando l’amministrazione abbia già avviato il procedimento di acquisizione sanante ma non lo abbia concluso, il giudice può ordinare di definire il procedimento entro un termine determinato, senza sostituirsi all’amministrazione nella valutazione discrezionale spettantele.
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