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Sentenza

Sentenza n. 938/2026 - Brescia, Sezione 1

Giustizia amministrativa202500870

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata integrale esecuzione della sentenza del Tribunale ordinario di Bergamo che aveva riconosciuto il diritto alla Carta del docente per annualità pregresse

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docenti pubblici)

Prevale il privato

La controversia

Le ricorrenti hanno promosso il giudizio di ottemperanza ai sensi degli artt. 112 e seguenti c.p.a. per ottenere l’esecuzione della sentenza del Tribunale ordinario di Bergamo, passata in giudicato, che aveva accertato il loro diritto a ottenere la Carta elettronica del docente, o altro strumento equipollente, per specifiche annualità scolastiche e per l’importo di 500 euro annui. Il Ministero aveva inizialmente dichiarato l’avvenuto accredito degli importi. Successivamente, una delle ricorrenti ha rappresentato di aver ricevuto soltanto tre delle quattro annualità riconosciute. A seguito di un’ordinanza istruttoria del TAR, il Ministero ha riconosciuto che, per errore, era stata accreditata una somma di 1.500 euro anziché 2.000 euro e ha provveduto all’integrazione dell’accredito.

La decisione

Il TAR ha rilevato che l’Amministrazione ha integralmente soddisfatto la pretesa delle ricorrenti nel corso del giudizio, mediante l’accredito degli importi dovuti, compresa l’annualità inizialmente omessa. È quindi venuta meno la situazione di contrasto tra le parti e non sussisteva più la necessità di una pronuncia sull’oggetto della controversia ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a. Il giudizio è stato dichiarato cessato per cessazione della materia del contendere. Quanto alle spese, il Ministero è stato condannato a rimborsare cinque sesti delle spese, liquidate in 500 euro oltre oneri e accessori, con distrazione in favore dei difensori antistatari; la restante parte è stata compensata. La riduzione dell’importo è stata motivata sia dal comportamento collaborativo dell’Amministrazione, che ha provveduto al pagamento, sia dalla serialità di ricorsi analoghi e dalla conseguente standardizzazione dell’attività professionale, in applicazione del criterio richiamato dall’art. 4, comma 2, del d.m. 55/2014.

Norme richiamate

  • artt. 112 e seguenti c.p.a.

    Fondano l’azione di ottemperanza per ottenere l’esecuzione della sentenza passata in giudicato del giudice ordinario.

  • art. 114 c.p.a.

    Richiamato quale disciplina del giudizio di ottemperanza davanti al giudice amministrativo.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Consente di dichiarare la cessazione della materia del contendere quando la pretesa azionata sia stata integralmente soddisfatta nel corso del giudizio.

  • art. 4, comma 2, d.m. 55/2014

    Richiamato per giustificare la riduzione proporzionale del compenso in presenza di posizioni processuali sostanzialmente identiche assistite dai medesimi difensori.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, l’integrale esecuzione spontanea del giudicato da parte dell’amministrazione durante il processo fa venire meno la situazione di contrasto e comporta la dichiarazione di cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a.
  • Quando l’amministrazione abbia inizialmente dato esecuzione solo parziale al giudicato, ma provveda all’integrazione della prestazione dovuta nel corso del giudizio, la domanda di ottemperanza deve essere dichiarata cessata per piena soddisfazione sopravvenuta della pretesa.
  • Nella liquidazione delle spese di lite può rilevare la serialità di controversie analoghe patrocin ate dai medesimi difensori, ove essa comporti modalità gestionali standardizzate e una riduzione dell’impegno professionale per ciascun giudizio; tale circostanza può giustificare una liquidazione proporzionalmente ridotta.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaScuola
RamiProcesso amministrativoIstruzione e università
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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