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Ordinanza

Ordinanza n. 303/2026 - Lecce, Sezione 1

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, •del provvedimento prot. n. 0002473 del 13.03.2026, a firma del Responsabile dell’Area Urbanistica Arch. Biagio Martella e del Responsabile del Paesaggio Ing. Sicuro Elisa Anna, avente ad oggetto: “(…) PROVVEDIMENTO DI ACCERTAMENTO DI INEFFICACIA – DINIEGO” notificato in data 13.03.2026; •nonché, ove occorra e per quanto di ragione, dell’ordinanza n. 8 del 26.04.2021 emessa dal Comune di Andrano, a firma del Responsabile dell’Area Arch. Biagio Martella, avente ad oggetto: “Rimozione di sopralzo di recinzione su strada illecitamente realizzato, in Marina di Andrano lungo la litoranea denominata Cia C. Colombo, 88, tratto interno della strasa provinciale n. 358 – ex S.S. n. 173 “Delle Terme Salentine”. Ditta Antonazzo Francesca Laura, da Andrano”, quale atto presupposto e connesso, la cui lesività si è concretizzata ed attualizzata solo per effetto del provvedimento impugnato in via principale; •nonché di ogni altro atto comunque presupposto connesso e/o consequenziale a quello impugnato,

Giustizia amministrativa202600505

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento di accertamento di inefficacia e diniego del 13 marzo 2026, connesso a una precedente ordinanza comunale di demolizione di un sopralzo di recinzione

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare, il provvedimento comunale del 13 marzo 2026 recante accertamento di inefficacia e diniego. Ha inoltre impugnato, in via subordinata e quale atto presupposto la cui lesività sarebbe divenuta attuale solo con il provvedimento principale, una precedente ordinanza comunale di demolizione del 26 aprile 2021 relativa alla rimozione di un sopralzo di recinzione realizzato lungo la litoranea di Marina di Andrano, nonché gli ulteriori atti presupposti, connessi o consequenziali. Il Comune non si è costituito in giudizio. Il testo dell’ordinanza cautelare non espone specifici motivi di illegittimità dedotti nel ricorso, ma riferisce che il danno prospettato è collegato a un interesse di natura pretensiva e alla ripresa degli effetti dell’ordinanza di demolizione.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare per insussistenza del periculum in mora. Ha rilevato che il danno prospettato, oltre a essere connesso a un interesse pretensivo, appariva al più conseguenza della ripresa degli effetti dell’ordinanza di demolizione del 26 aprile 2021, che risultava definitiva per omessa impugnazione. Non è stata adottata alcuna misura cautelare di sospensione. Nulla è stato disposto sulle spese della fase cautelare, in considerazione della mancata costituzione del Comune intimato.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti della tutela cautelare nel processo amministrativo; il rigetto è dipeso, in particolare, dall’insussistenza del periculum in mora.

Massime di principio

  • La tutela cautelare deve essere negata quando non sia dimostrato il periculum in mora, anche se il ricorrente prospetta un danno collegato a un interesse pretensivo.
  • Quando il pregiudizio cautelare deriva dalla ripresa degli effetti di un provvedimento amministrativo divenuto definitivo per omessa impugnazione, tale circostanza impedisce di fondare utilmente la domanda cautelare sulla sola attualizzazione degli effetti dell’atto presupposto.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria paesaggisticaTutela cautelare
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiTutela cautelareDecadenza e tardivitàLegittimazione e interesse a ricorrere

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