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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8245/2022 del 09/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza di conferma della condanna per estorsione (art. 629 c.p. in relazione all'art. 628 c.p.), deducendo: 1) vizio di motivazione e illegittimità per il mancato annullamento dell'ordinanza che aveva rigettato la richiesta di giudizio abbreviato condizionato e per il conseguente mancato accoglimento dell'assunzione della testimonianza del teste Idouzee Douglas ai sensi dell'art. 603 c.p.p.; 2) violazione di legge e vizio di motivazione in relazione alla valutazione della attendibilità delle persone offese, sostenendo che la condanna si fondi esclusivamente sulle loro dichiarazioni senza considerare la versione dell'imputato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo la Corte ha ritenuto infondata la censura: il rigetto della richiesta di rito abbreviato condizionato non comporta nullità se il processo è celebrato con rito abbreviato 'secco' e le questioni relative alla mancata acquisizione di una prova possono essere sollevate per ottenere l'integrazione istruttoria ai sensi dell'art. 603 c.p.p.; tuttavia la mancata esercitazione dei poteri istruttori da parte del giudice d'appello non è sindacabile in Cassazione quando l'imputato abbia optato per la definizione del processo 'allo stato degli atti'. Sul secondo motivo la Corte ha ritenuto la motivazione dei giudici di merito adeguata: le dichiarazioni delle persone offese sono state valutate unitariamente con gli altri elementi, la versione dell'imputato priva di riscontri è stata giudicata inverosimile e non sussistono palesi illogicità che giustifichino la riforma in sede di legittimità. Per tali ragioni il ricorso è inammissibile; il ricorrente è condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 629 cod. pen.

    Norma che disciplina il reato contestato (estorsione). La Corte ha ritenuto sussistenti gli elementi del reato sulla base della valutazione di merito delle dichiarazioni e degli elementi investigativi.

  • art. 628 cod. pen.

    Norma sul delitto di rapina richiamata in relazione ai profili di contestazione; rilevata come norma correlata nella qualificazione del fatto.

  • art. 603 cod. proc. pen. (comma 1 e comma 3)

    Regola sulla rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale in appello: il giudice dell'impugnazione ha poteri discrezionali di disporre l'acquisizione di prove non raccolte in primo grado solo se indispensabile per decidere. Nel caso la Corte ha ritenuto che la mancata acquisizione della testimonianza richiesta non fosse necessaria e che la decisione sull'esercizio dei poteri istruttori in appello sia insindacabile in Cassazione quando l'imputato abbia scelto il rito abbreviato 'allo stato degli atti'.

  • art. 438 cod. proc. pen. (commi 5 e 6)

    Norme che disciplinano il giudizio abbreviato e i presupposti per l'ammissione di elementi probatori. La Corte ha richiamato la distinzione tra giudizio abbreviato condizionato e non condizionato e il limite per riproporre la richiesta davanti al giudice del dibattimento.

  • art. 546 comma 1 lett. e) cod. proc. pen.

    Norma citata in relazione ai vizi di motivazione e all'onere del giudice di valutare la attendibilità delle dichiarazioni delle persone offese. La Corte ha ritenuto che i giudici di merito hanno adeguatamente motivato la valutazione della prova testimoniale.

  • art. 606 comma 1 lett. d) cod. proc. pen.

    Limite di deducibilità in Cassazione: le doglianze relative a valutazioni discrezionali della prova non sono sindacabili se non per vizi di motivazione rilevabili secondo i parametri di legge. La Corte ha escluso la rilevabilità in sede di legittimità del mancato esercizio dei poteri istruttori d'appello in questo contesto.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che autorizza la condanna per spese e il pagamento in favore della cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile con profili di colpa: applicata per imporre il versamento di euro 3.000.

Massime di principio

  • Il rigetto di una richiesta di giudizio abbreviato condizionato non determina automaticamente la nullità del procedimento se il processo viene poi celebrato con rito abbreviato 'secco'; quindi la mera pronuncia di rigetto non è in sé fonte di annullamento.
  • Chi opta per il rito abbreviato 'allo stato degli atti' limita la possibilità di ottenere in Cassazione il riesame di scelte discrezionali dei giudici sull'assunzione della prova: la mancata acquisizione di una prova può giustificare la rinnovazione in appello, ma l'eventuale omissione del giudice d'appello non è sempre sindacabile in Cassazione.
  • La rinnovazione dell'istruttoria in appello ai sensi dell'art. 603 c.p.p. è uno strumento eccezionale e discrezionale; va disposta quando il giudice dell'impugnazione ritenga 'non decidibile allo stato degli atti', cioè quando davvero sia indispensabile l'integrazione probatoria per decidere.
  • La valutazione dell'attendibilità delle dichiarazioni delle persone offese è rimessa al giudice di merito e la Cassazione interviene soltanto in presenza di palesi illogicità, contraddizioni o carenze motivazionali che rendano la decisione insostenibile.
  • Tentativi di ottenere in sede di legittimità una diversa ricostruzione dei fatti attraverso critiche della valutazione probatoria sono difficilmente ammissibili se si limitano a chiedere un diverso apprezzamento degli elementi già emersi in sede di merito.
  • Presentare ricorsi manifestamente infondati o inammissibili può comportare sanzioni economiche ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; è quindi consigliabile valutare attentamente la rilevanza e la deducibilità delle questioni prima di proporre il ricorso in Cassazione.

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