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Sentenza

Sentenza n. 8479/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'accertamento del silenzio inadempimento dell’Ambasciata d’Italia a Islamabad sull’istanza di attivazione del procedimento volto al rilascio di un visto di ingresso per lavoro subordinato;

Giustizia amministrativa202601746

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento dell'Ambasciata d'Italia a Islamabad sull'istanza di attivazione del procedimento per il rilascio di un visto di ingresso per lavoro subordinato

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell'art. 117 c.p.a. contro il silenzio formatosi sull'istanza volta all'attivazione del procedimento per il rilascio di un visto di ingresso in Italia per motivi di lavoro subordinato. Nel corso del giudizio, dopo la presentazione del ricorso, la competente sede diplomatica ha fissato un appuntamento per la presentazione della domanda di visto, attivando così il procedimento amministrativo. Non risultano dedotti ulteriori vizi o contestazioni rispetto all'inerzia dell'amministrazione.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. L'avvenuta fissazione dell'appuntamento e la conseguente attivazione del procedimento per il rilascio del visto hanno fatto venir meno l'interesse del ricorrente a ottenere una pronuncia che imponesse all'amministrazione di procedere, poiché l'obiettivo perseguito con l'azione avverso il silenzio è stato raggiunto nel corso del giudizio. La decisione è stata adottata ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Le spese sono state integralmente compensate, in considerazione dell'enorme numero di richieste di visto gravante sulla sede diplomatica e della complessità dell'iter previsto dalla legge per la conclusione del procedimento.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    L'azione avverso il silenzio è stata utilizzata per ottenere l'attivazione del procedimento amministrativo relativo al rilascio del visto di ingresso.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Il ricorso è dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse quando, nel corso del giudizio, l'amministrazione attiva il procedimento e viene meno l'utilità della pronuncia richiesta.

  • art. 60 c.p.a.

    La controversia è stata definita con sentenza in forma semplificata, previa audizione delle parti nella camera di consiglio.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio-inadempimento, la fissazione dell'appuntamento e l'attivazione del procedimento amministrativo richiesto fanno venir meno l'interesse del ricorrente a ottenere una pronuncia di condanna dell'amministrazione a provvedere, determinando l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
  • La sopravvenuta attivazione del procedimento non equivale al rilascio del visto né definisce il merito della relativa istanza; essa è tuttavia sufficiente a escludere l'utilità della specifica azione contro il silenzio quando questa era diretta esclusivamente a ottenere l'avvio del procedimento.
  • La compensazione delle spese può essere disposta quando l'inerzia amministrativa si colloca in un contesto caratterizzato da un eccezionale carico di richieste e dalla complessità dell'iter necessario alla conclusione del procedimento.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTermini e notificazione del ricorsoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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