Cassazione Penale, Sentenza n. 20335/2024 del 23/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la condanna per il reato di cui all'art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990 per detenzione ai fini di spaccio di gr. 11,1323 di hashish e gr. 5,7680 di marijuana (complessivamente idonee a ricavare 133 dosi medie). Il ricorrente contestava: 1) la valutazione della responsabilità penale (sosteneva uso personale, mancata disponibilità di strumenti per il confezionamento); 2) la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.); 3) la mancata concessione delle attenuanti generiche; 4) la confisca della somma di €150,00 rinvenuta addosso, che il ricorrente aveva giustificato come regalo per il diciottesimo compleanno.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato i primi tre motivi: ha ritenuto che la valutazione di merito (confezionamento in involucri, pluralità di sostanze, numero di dosi) non fosse viziata da manifesta illogicità e che la quantificazione delle dosi potenzialmente immesse sul mercato potesse escludere la particolare tenuità e giustificare il diniego delle attenuanti generiche. Il quarto motivo è stato accolto: la confisca della somma di €150,00, disposta ai sensi dell'art. 240 c.p. come presunto provento di spaccio, è stata annullata senza rinvio perché l'art. 240 consente la confisca del provento del reato per il quale vi è stata condanna e non del provento di condotte illecite non riconosciute nella sentenza. Inoltre la modifica normativa successiva (art. 85-bis d.P.R. 309/90, dopo la legge n.159/2023) non è stata applicata al caso. Resta confermata la condanna di primo e secondo grado (6 mesi di reclusione sospesi e €1.032,00 di multa). La somma confiscata è stata restituita all'avente diritto.
Norme richiamate
d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309, art. 73, comma 5
Norma incriminatrice contestata: la Corte ha confermato la condanna per detenzione ai fini di spaccio in ragione della quantità, del confezionamento e delle modalità di occultamento.
codice penale, art. 240
La confisca prevista da questa norma riguarda il provento del reato per il quale si è stati condannati; non può essere disposta per presunti proventi di condotte illecite diverse o non accertate nella declaratoria di responsabilità.
codice penale, art. 240-bis
Norma sulla confisca per equivalente richiamata dalla disciplina speciale (art. 85-bis d.P.R. 309/90); la Corte ha osservato la rilevanza temporale dell'applicazione della norma e la necessità che la misura sia stata prevista/attuata nel procedimento secondo i criteri temporali applicabili.
d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309, art. 85-bis
Norma modificata dalla legge n.159/2023 che ha esteso l'operatività dell'art. 240-bis anche ai delitti di cui all'art. 73; la Corte ha ritenuto la modifica non applicabile nel caso concreto per ragioni connesse al tempo di applicazione della misura nel procedimento.
codice penale, art. 131-bis
Causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto: richiede valutazione complessiva e comparata di modalità, colpevolezza ed entità dell'offesa; nel caso la quantità e la potenziale immissione in mercato sono state ritenute decisive per escludere la tenuitùa.
codice penale, art. 133
Criteri per la determinazione della pena e per la valutazione delle circostanze: la Corte ha ricordato che il giudice può prendere in considerazione gli elementi che ritiene prevalenti ai fini del riconoscimento o meno delle attenuanti generiche.
codice di procedura penale, art. 533
Richiamo al principio dell'accertamento oltre ogni ragionevole dubbio; la Corte di Cassazione ha precisato che ciò non modifica il proprio sindacato sulla motivazione che resta circoscritto a vizi come mancanza, manifesta illogicità o contraddittorietà.
codice penale, art. 200
Norma sull'applicabilità temporale delle misure di sicurezza; la Corte ha distinto l'applicazione alle misure personali da quella patrimoniale (confisca) e ha spiegato quale legge si applica al momento della decisione di confisca.
codice penale, art. 236
La confisca è considerata misura di sicurezza patrimoniale; la disciplina temporale della sua applicazione segue criteri specifici e non è soggetta al medesimo regime di irrretroattività delle norme penali sostanziali.
Massime di principio
- La confisca ai sensi dell'art. 240 c.p. può colpire solo il provento del reato per il quale è intervenuta la condanna; se il collegamento tra denaro e reato non è provato nella sentenza, la confisca è annullabile.
- Una modifica normativa che estende la confisca per equivalente (es. art. 85-bis d.P.R. 309/90 dopo la legge n.159/2023) non è automaticamente applicabile in ogni contesto: occorre valutare il momento e la fase in cui la misura è stata o deve essere disposta rispetto alle regole di applicazione temporale delle misure patrimoniali.
- Ai fini dell'esclusione della punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis), il giudice valuta complessivamente modalità, grado di colpevolezza ed entità dell'offesa; quantità di droga, confezionamento e possibilità di immissione sul mercato possono escludere la tenuitùa.
- Per le attenuanti generiche il giudice può basarsi su uno o più elementi ritenuti prevalenti (es. gravitaà del fatto rispetto alla giovane età); la semplice invocazione di giovane età e incensuratezza non garantisce automaticamente il riconoscimento.
- In Cassazione non è ammesso un riesame libero delle prove: le censure devono riguardare vizi della motivazione (mancanza, manifesta illogicità, contraddittorietà) e non una diversa rivalutazione dei fatti o della credibilità degli elementi probatori.
- Quando si contesta la natura del denaro rinvenuto (provento di reato vs. legittimo possesso), è determinante la prova specifica del nesso con il reato; la giustificazione fornita dall'imputato (es. regalo) può risultare decisiva se credibile e non smentita dagli elementi di indagine.
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