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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15240/2022 del 20/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell’ordinanza che aveva rigettato la richiesta di restituzione del veicolo Land Rover sottoposto a sequestro preventivo/probatorio. La ricorrente contestava la mancanza dei presupposti per il sequestro: sosteneva che le cessioni di stupefacente avvenivano prevalentemente presso la sua abitazione o il negozio, non con il veicolo; che l’uso dell’auto era occasionale e non strutturalmente collegato ai reati; che il veicolo era stato acquistato solo il 21 maggio 2020 (in contrasto con asserite cessioni dal 2018); e che la detenzione domiciliare attuale eliminava il pericolo di reiterazione dei reati.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i motivi proposti fossero attinenti al vizio di motivazione e generici, mentre il ricorso in materia di sequestro è ammissibile in cassazione soltanto per violazione di legge o per vizi motivazionali talmente gravi da rendere il provvedimento incomprensibile. La Corte ha valutato la motivazione del Tribunale del riesame come adeguata: le dichiarazioni dell'acquirente Giancola, i riscontri nei messaggi WhatsApp e nelle osservazioni della Polizia Giudiziaria giustificavano il sequestro del veicolo; l’acquisto del veicolo nel 2020 non escludeva l’uso continuativo dichiarato; lo stato di detenzione domiciliare non è stato ritenuto, di per sé, idoneo a far venir meno il pericolo di reiterazione in quanto provvisorio e modificabile. Conseguentemente è stata disposta la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 73 T.U. stupefacenti (D.P.R. 309/1990)

    Norma incriminatrice: la ricorrente è indagata per cessione di stupefacenti; la qualificazione del fatto giustifica le misure cautelari se sussistono fumus e pericolo di reiterazione.

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Norma richiamata dalla ricorrente per presunta violazione di legge rispetto alle modalità del sequestro; la Corte ha ritenuto che non vi fosse violazione di legge.

  • art. 606, comma 1, lettera e), cod. proc. pen.

    Limiti di ammissibilità del ricorso per cassazione: in materia di sequestro sono consentiti motivi di violazione di legge o vizi motivazionali molto gravi; il ricorso impugnava essenzialmente la valutazione motivazionale, pertanto è stato ritenuto inammissibile.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che consente la condanna al pagamento alla Cassa delle ammende a seguito della declaratoria di inammissibilità; applicata per la sanzione pecuniaria di euro 3.000,00.

  • art. 173, comma 1, disp. att. c.p.p.

    Richiamo procedurale relativo ai limiti di motivazione e alla modalità di articolazione dei motivi in cassazione; la Corte segnala che il ricorrente ha rispettato i limiti strettamente necessari.

Massime di principio

  • In materia di sequestro preventivo o probatorio il ricorso per cassazione è ammesso prevalentemente per violazione di legge; i rilievi meramente critici sulla motivazione sono spesso inammissibili.
  • La Corte richiede vizi motivazionali particolarmente gravi (assenza totale o incongruenza manifesta della motivazione) perché la censura sia recepita: semplici contestazioni sulla valutazione delle prove non sono sufficienti.
  • Dichiarazioni di acquirenti, riscontri in messaggistica elettronica e osservazioni della Polizia Giudiziaria possono costituire elementi idonei a giustificare il sequestro di un veicolo ritenuto strumentale all’attività delittuosa.
  • La proprietà del bene da parte di terzi o di una società non esclude automaticamente il sequestro se il bene è risultato essere utilizzato dall’indagato per l’attività delittuosa; chi impugna la restituzione deve dimostrare in modo concreto l’insussistenza del nesso con il reato.
  • Lo stato di detenzione domiciliare dell’indagato non elimina automaticamente il pericolo di reiterazione: la sua temporaneità e modificabilità possono renderlo irrilevante ai fini cautelari salvo adeguata motivazione contraria.

Testo integrale

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