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Sentenza

Sentenza n. 4759/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 6

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania (Sezione Sesta) n. 05823/2025, resa tra le parti,

Giustizia amministrativa202507019

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Campania che aveva accolto il ricorso contro il diniego comunale di autorizzazione ai sensi dell'art. 44 d.lgs. n. 259/2003, ritenendo tardivo e non più vincolante il parere della Soprintendenza e ravvisando difetto di istruttoria e motivazione

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (impresa e comune)

Prevale il privato

La controversia

Il Ministero e la Soprintendenza hanno proposto appello per ottenere la riforma della sentenza del TAR Campania n. 5823/2025, che aveva accolto il ricorso dell'impresa contro il diniego comunale dell'autorizzazione richiesta il 12 aprile 2023. Il TAR aveva ritenuto assorbente la tardività del parere della Soprintendenza, con conseguente perdita della sua efficacia vincolante, e aveva ravvisato nel diniego comunale un indebito automatismo rispetto al parere, non accompagnato da autonoma istruttoria e motivazione. In appello l'impresa ha eccepito l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, evidenziando l'adozione da parte del Comune, il 17 settembre 2025, di un nuovo provvedimento definitivo di diniego, già autonomamente impugnato davanti al TAR Napoli.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha dichiarato improcedibile l'appello per sopravvenuta carenza di interesse. Il nuovo diniego comunale del 17 settembre 2025 ha integralmente sostituito l'atto oggetto del giudizio e ha superato il nucleo della sentenza impugnata, poiché il Comune ha nuovamente respinto l'istanza facendo proprie le ragioni contenute nel parere negativo della Soprintendenza del 6 giugno 2024. Poiché il nuovo provvedimento costituisce un atto definitivo, autonomamente impugnabile ed è già stato impugnato dall'impresa con separato ricorso, non permaneva un interesse concreto e attuale a una pronuncia di merito sull'appello ministeriale. Le spese del grado sono state compensate per giusti motivi.

Norme richiamate

  • art. 44 d.lgs. n. 259/2003

    La disposizione è richiamata quale base dell'autorizzazione richiesta dall'impresa per l'installazione di infrastrutture di comunicazione elettronica; il giudizio di appello riguardava il diniego comunale di tale autorizzazione.

Massime di principio

  • L'appello diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando, nel corso del giudizio, l'amministrazione adotta un nuovo provvedimento definitivo che sostituisce integralmente quello oggetto della controversia e rende non più attuale l'interesse a una pronuncia di merito.
  • L'adozione di un nuovo diniego, autonomamente impugnabile e fondato su ragioni sostanziali ulteriori o diverse rispetto a quelle esaminate nella sentenza appellata, trasferisce la controversia sul nuovo atto e impedisce al giudice dell'appello di pronunciarsi utilmente sull'atto sostituito.
  • La pendenza di un separato ricorso contro il nuovo provvedimento conferma che la tutela dell'interessato deve essere esercitata nel giudizio avente a oggetto l'atto sopravvenuto, non mediante la prosecuzione dell'appello relativo al provvedimento integralmente sostituito.

Come è indicizzato

MaterieAutorizzazione paesaggisticaTelecomunicazioni e impianti radioEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiBeni culturali e paesaggioEnergia, infrastrutture e comunicazioniProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseLegittimazione e interesse a ricorrere

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