Ordinanza n. 2912/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl Consiglio di Stato ha respinto l’istanza cautelare di sospensione dell’efficacia della sentenza impugnata. Nel bilanciamento degli interessi ha ritenuto recessive le esigenze imprenditoriali della società appellante rispetto alle esigenze pubblicistiche di prevenzione dell’infiltrazione della criminalità nell’economia e nella gestione di commesse pubbliche. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
Atto impugnato: sentenza del TAR Veneto, Sez. I, che aveva respinto il ricorso di primo grado
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni statali)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha proposto appello contro la sentenza del TAR Veneto n. 766 del 13 aprile 2026 e, in via incidentale, ha chiesto la sospensione dell’efficacia della sentenza. Dal testo dell’ordinanza non sono specificati i motivi di appello né l’atto amministrativo originariamente contestato. La controversia si colloca tuttavia nell’ambito della prevenzione dell’infiltrazione della criminalità nell’economia e nella gestione di commesse pubbliche.
Norme richiamate
La domanda cautelare in appello è stata esaminata ai sensi della disposizione richiamata.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Ritenuta applicabile quale base per l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte appellante.
art. 10 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato, unitamente all’art. 52 del d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.
Massime di principio
- Nella fase cautelare d’appello, le esigenze imprenditoriali del soggetto privato possono risultare recessive rispetto alle esigenze pubblicistiche di prevenzione dell’infiltrazione della criminalità nell’economia e nella gestione di commesse pubbliche.
- Il giudizio cautelare richiede un bilanciamento concreto tra gli interessi privati alla prosecuzione dell’attività economica e gli interessi pubblici alla prevenzione dei fenomeni criminali; la prevalenza di questi ultimi giustifica il rigetto della sospensione richiesta.
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