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Cassazione Penale, Ordinanza n. 28851/2025 del 05/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione penitenziaria)

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Catanzaro che aveva rigettato il reclamo contro il trattenimento di una missiva a lui indirizzata dalla moglie, corredata da rilievi fotografici. Nel primo motivo ha dedotto l'incompetenza della Corte d'appello di Catanzaro a valutare la richiesta di trattenimento della corrispondenza, sostenendo che la competenza spettasse al Magistrato di sorveglianza di Spoleto. Nel secondo motivo ha lamentato violazione di legge e vizio di motivazione in ordine ai presupposti del trattenimento, contestando la valutazione di equivocità del contenuto della lettera. La Corte ha ritenuto i motivi manifestamente infondati e sostanzialmente meramente rivalutativi, evidenziando che il contenuto della missiva presentava riferimenti a luoghi, incontri, dati numerici e persone tali da renderla complessivamente allusiva e suscettibile di veicolare messaggi riferibili al contesto criminale di appartenenza del destinatario.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto infondata la censura sulla competenza, richiamando l'art. 279 c.p.p. e l'art. 18-ter, comma 3, lett. b), dell'ordinamento penitenziario, poiché il ricorrente era in posizione di appellante e quindi la competenza spettava in prima istanza al Presidente della Corte d'appello. Ha inoltre giudicato inammissibili le doglianze relative ai presupposti del trattenimento, poiché la motivazione del provvedimento impugnato era immune da vizi logici e giuridici e la lettura alternativa proposta si risolveva in una richiesta di nuova valutazione del merito. Conseguentemente, ha condannato il ricorrente alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 279 c.p.p.

    Richiamato come norma che, in combinato disposto con l'art. 18-ter dell'ordinamento penitenziario, giustifica la competenza del Presidente della Corte d'appello quando il detenuto riveste la posizione di appellante.

  • art. 18-ter, comma 3, lett. b), l. 26 luglio 1975, n. 354 (ordinamento penitenziario)

    Richiamato per fondare la disciplina del trattenimento della corrispondenza e la competenza funzionale a decidere in prima istanza sulla relativa richiesta.

  • art. 616 c.p.p.

    Applicato per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende a seguito della declaratoria di inammissibilità.

Massime di principio

  • In materia di trattenimento della corrispondenza del detenuto, la competenza a provvedere va individuata in base alla posizione processuale del richiedente e alla disciplina speciale richiamata dall'ordinamento penitenziario, potendo spettare al Presidente della Corte d'appello quando il soggetto rivesta la qualità di appellante.
  • Il provvedimento che dispone il trattenimento della corrispondenza è legittimo quando il contenuto della missiva, valutato nel suo complesso, presenti elementi allusivi o equivoci tali da renderlo suscettibile di veicolare messaggi non immediatamente comprensibili ma riferibili al contesto criminale del destinatario.
  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando le doglianze contro il provvedimento impugnato si risolvono in una diversa lettura del materiale valutativo già scrutinato dal giudice di merito, senza evidenziare reali vizi logici o giuridici della motivazione.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, salvo cause di esonero, al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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