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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21351/2023 del 18/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha risolto il conflitto dichiarando la competenza del Tribunale di Firenze in qualità di giudice dell'esecuzione e ha disposto la trasmissione degli atti a quel Tribunale. La Corte ha ritenuto che la revoca dell'espulsione quale sanzione sostitutiva attiene al titolo e alla sua esecuzione, e quindi spetti al giudice che ha disposto la misura con la sentenza di condanna.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Conflitto negativo di competenza relativo alla revoca della sanzione sostitutiva dell'espulsione applicata a Ronard Marku (condannato con sentenza del Tribunale di Firenze del 25/07/2019, irrevocabile il 09/12/2019) per essere rientrato illegalmente in Italia. Il Tribunale di Firenze, con ordinanza del 25/11/2021, aveva declinato la competenza ritenendo che il fatto (rintraccio) fosse accertato nella circoscrizione del Tribunale di Trieste; il giudice dell'esecuzione di Trieste ha quindi sollevato il conflitto e ha ritenuto invece competente il Tribunale di Firenze in quanto giudice che aveva disposto la misura sostitutiva e che ne cura l'esecuzione.

Norme richiamate

  • art. 28, comma secondo, cod. proc. pen.

    Norma sul conflitto di competenza (caso analogo); la Corte risolve il conflitto indicando il giudice competente.

  • art. 13, comma 13-bis, D. Lgs. n. 286/1998

    Prevede il reato relativo al reingresso illegale in Italia; il giudice territoriale può essere individuato nel luogo del rintraccio ai fini dell'accertamento del fatto penale.

  • art. 16, comma 4, T.U. Imm.

    Rinvio normativo richiamato dal Tribunale di Firenze per individuare il giudice competente alla revoca; tuttavia la Corte interpreta che la materia della revoca rientra nell'esecuzione del titolo.

  • art. 16, comma 1, D. Lgs. n. 286/1998 (introdotto dall'art. 15, legge 30 luglio 2002 n. 189)

    Disciplina l'espulsione come sanzione sostitutiva della pena detentiva; la Corte ritiene che la competenza a revocare tale misura spetti al giudice che l'ha disposta con la sentenza di condanna.

Massime di principio

  • La revoca dell'espulsione applicata come sanzione sostitutiva della pena è questione attinente al titolo e alla sua esecuzione: pertanto competenza spetta al giudice dell'esecuzione che ha emesso la sentenza di condanna (il medesimo giudice che ha disposto la misura).
  • Il luogo del rintraccio può essere rilevante per l'accertamento del reato di rientro illegale (art. 13, comma 13-bis T.U. Imm.), ma ciò non prevale automaticamente nella determinazione della competenza per questioni attinenti all'esecuzione della sanzione sostitutiva.
  • In presenza di conflitto di competenza tra giudici sull'interpretazione tra competenza territoriale per il reato e competenza del giudice dell'esecuzione, prevale l'interpretazione che considera la natura esecutiva della revoca della misura.
  • Se si contesta la revoca di una misura sostitutiva (es. espulsione), è consigliabile rivolgersi al giudice dell'esecuzione che ha emesso la condanna; in caso di divergenza tra giudici, il conflitto può essere rimesso alla Corte (art. 28 c.p.p.).
  • La giurisprudenza della Corte di legittimità tende a ritenere preferibile che la competenza sulla revoca di sanzioni sostitutive sia attribuita al giudice che ha emesso la sentenza di condanna e ha disposto la misura.

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