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Sentenza

Sentenza del 22/04/2015 n. 8201 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente chiedeva il rimborso dell'IRPEF e delle addizionali regionali e comunali trattenute su un emolumento straordinario di circa lire 6.124.000.000, ricevuto nell'ambito di una conciliazione con il datore di lavoro a fronte della rinuncia ai diritti di opzione derivanti da un piano di stock option. Sosteneva che la somma non fosse reddito di lavoro dipendente, ma una somma non imponibile o, al più, una plusvalenza finanziaria soggetta all'aliquota sostitutiva del 12,5%.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso e confermato la decisione della Commissione Tributaria Regionale, ritenendo che l'emolumento fosse direttamente collegato al rapporto di lavoro e costituisse la monetizzazione di una componente retributiva prevista dal piano di stock option. La somma sostituiva la possibilità stessa di esercitare i diritti di opzione, non una plusvalenza eventualmente realizzabile con l'aumento del valore delle azioni; pertanto doveva essere tassata integralmente come reddito di lavoro dipendente secondo il regime ordinario. Non spettava alcun rimborso e il ricorrente è stato condannato alle spese del giudizio di legittimità, liquidate in 12.000 euro oltre eventuali spese prenotate a debito.

Norme richiamate

  • D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), art. 48, comma 1, ratione temporis

    Il reddito di lavoro dipendente è costituito da tutti i compensi in denaro o in natura percepiti nel periodo d'imposta in dipendenza del rapporto di lavoro.

    La nozione di reddito di lavoro dipendente è ampia e comprende le somme percepite in dipendenza del rapporto di lavoro, anche quando siano corrisposte nell'ambito di una conciliazione o transazione.

  • D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), art. 48, comma 2, lett. g-bis), oggi art. 51

    Non concorre a formare il reddito di lavoro dipendente la differenza tra il valore delle azioni al momento dell'assegnazione e l'ammontare corrisposto dal dipendente, alle condizioni previste dalla norma.

    L'agevolazione riguarda il differenziale previsto per l'effettivo esercizio delle stock option alle condizioni di legge; non si estende alle somme pagate in sostituzione del diritto di sottoscrivere le azioni.

  • D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), art. 6, comma 2

    I proventi conseguiti in sostituzione di redditi e le indennità conseguite a titolo di risarcimento costituiscono redditi della stessa categoria di quelli sostituiti o perduti.

    La qualificazione fiscale dipende dalla natura del reddito sostituito: se la somma sostituisce una componente retributiva, conserva la natura di reddito di lavoro dipendente.

  • D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), art. 81, comma 1, lett. c-bis), nel testo vigente ratione temporis

    Costituiscono redditi diversi le plusvalenze realizzate mediante cessione a titolo oneroso di partecipazioni e di diritti o titoli attraverso cui possono essere acquisite.

    La disciplina dei redditi diversi e dei capital gain si applica a una plusvalenza effettivamente realizzata mediante cessione onerosa di diritti o partecipazioni, non a una somma che sostituisce un diritto di opzione attribuito in ragione del rapporto di lavoro.

  • D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 23

    La norma è richiamata in relazione agli obblighi del sostituto d'imposta; poiché la somma è stata qualificata come reddito di lavoro dipendente, erano legittime le ritenute operate dal datore di lavoro.

  • D.Lgs. 23 dicembre 1999, n. 505, art. 13

    La disposizione ha introdotto la disciplina fiscale delle stock option applicabile ratione temporis, confermando in via generale l'imponibilità come reddito di lavoro dipendente, salvo le specifiche condizioni di esenzione.

  • Cassazione civile, sentenze n. 12425/2011 e n. 20908/2014

    I precedenti affermano che l'indennità sostitutiva dei diritti di sottoscrizione azionaria già attribuiti ai dipendenti costituisce reddito di lavoro dipendente, mentre il regime dei capital gain riguarda l'eventuale maggior valore derivante dall'effettivo andamento del titolo.

Massime di principio

  • Per qualificare fiscalmente una somma conta la sua causa concreta e il collegamento con il rapporto di lavoro, non la denominazione utilizzata dalle parti o la forma transattiva dell'accordo.
  • Una somma corrisposta al dipendente in sostituzione della possibilità di esercitare stock option già attribuite è normalmente reddito di lavoro dipendente, perché monetizza un beneficio retributivo collegato al rapporto di lavoro.
  • Il regime agevolato delle stock option e l'aliquota propria dei capital gain riguardano il maggior valore derivante dall'effettivo acquisto o sottoscrizione delle azioni e dal loro successivo apprezzamento; non si applicano automaticamente alla rinuncia monetizzata al diritto di opzione.
  • Le somme transattive o conciliative conservano la natura fiscale del reddito che sostituiscono. Se l'accordo comprende obblighi di continuazione del rapporto, non concorrenza o collaborazione professionale, il collegamento con il lavoro risulta ancora più forte.
  • Per ottenere un rimborso di ritenute occorre dimostrare che la somma non appartenga alla categoria reddituale individuata dal sostituto d'imposta; la mera qualificazione contrattuale come indennizzo, risarcimento o corrispettivo finanziario non è sufficiente.

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