Sentenza n. 2620/2026 - Catania, Sezione 3
per l’ottemperanza della sentenza del Tribunale di Patti, sezione lavoro, n. 198 del 2025.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inadempimento del Ministero all’esecuzione della sentenza del Tribunale di Patti, sezione lavoro, n. 198 del 2025, che aveva riconosciuto il diritto alla Carta docente per gli anni scolastici indicati
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto ricorso per ottemperanza per ottenere l’esecuzione della sentenza del Tribunale di Patti, sezione lavoro, n. 198 del 2025, passata in giudicato e ritualmente notificata via PEC al Ministero dell’istruzione e del merito. La sentenza aveva riconosciuto il diritto della docente alla fruizione della Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente, prevista dall’art. 1, comma 121, l. n. 107/2015, per gli anni scolastici indicati. Il Ministero, pur ritualmente intimato, non si è costituito né ha dato esecuzione al titolo. La ricorrente ha quindi chiesto l’attuazione del giudicato.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso per ottemperanza, accertando che il titolo era irrevocabile, era stato notificato all’Amministrazione in forma esecutiva e che era decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto per le azioni esecutive nei confronti della PA. Ha ordinato al Ministero di dare esecuzione alla sentenza entro 60 giorni dalla notifica della pronuncia. Per l’ulteriore inadempimento ha nominato Commissario ad acta il Direttore generale della Direzione per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, con facoltà di delega, incaricandolo di provvedere in via sostitutiva, su richiesta della ricorrente, entro ulteriori 60 giorni. Il Ministero è stato condannato alle spese, liquidate in euro 300,00 oltre accessori di legge, con distrazione al procuratore antistatario.
Norme richiamate
art. 1, comma 121, l. 107/2015
con cui è stato dichiarato il diritto di parte ricorrente alla fruizione della “Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente”, prevista dall’art. 1, comma 121, l.n. 107/2015, per gli anni scolastici indicati.
La disposizione è richiamata quale base normativa della Carta docente di cui il titolo giudiziale aveva riconosciuto il diritto di fruizione; la decisione in ottemperanza non ne approfondisce ulteriormente l’interpretazione.
art. 14 d.l. 669/1996
Dalla documentazione versata in atti emerge come la sentenza di cui trattasi sia ormai divenuta irrevocabile e che la stessa sia stata ritualmente notificata all’Amministrazione debitrice in forma esecutiva, risultando per tabulas decorso il termine dilatorio di centoventi giorni per la proposizione di azioni esecutive nei confronti della Pubblica Amministrazione di cui all’articolo 14 del decreto legge n. 669/1996, modificato dall’articolo 147, primo comma, lettera a), della legge n. 388/2000 e dall’articolo 44, terzo comma, lettera a), del decreto legge n. 269/2003, come modificato, in sede di conversione, dalla legge n. 326/2003.
Il termine dilatorio di 120 giorni per le azioni esecutive contro la PA deve essere decorso prima che possa procedersi all’esecuzione del titolo; nel caso concreto tale condizione risultava soddisfatta.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, l’esecuzione del titolo nei confronti della pubblica amministrazione può essere ordinata quando il giudicato sia irrevocabile, sia stato notificato all’Amministrazione in forma esecutiva e sia decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto per l’avvio delle azioni esecutive.
- In caso di persistente inadempimento dell’Amministrazione all’ordine di esecuzione, il giudice dell’ottemperanza può nominare un Commissario ad acta, anche con facoltà di delega, affinché provveda in via sostitutiva entro il termine fissato e su richiesta della parte interessata.
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