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Sentenza

Sentenza del 17/12/2018 n. 2920 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna

Processo tributario - revocazione - identità dei fatti - apprezzamento diametralmente diverso - consegue - diversità di periodi d'imposta - non rileva.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La revocazione è stata fondata sul contrasto tra la sentenza impugnata e una precedente decisione passata in giudicato, relativa ai medesimi fatti istruttori. La questione riguarda l'interpretazione dell'art. 395, n. 5, c.p.c.: la revocazione è ammissibile quando l'eccezione di giudicato esterno non sia stata proposta davanti al giudice che ha emesso la sentenza revocanda. Se, invece, l'eccezione era stata proposta ma il giudice l'ha omessa o trascurata, il vizio deve essere fatto valere come difetto di motivazione ai sensi dell'art. 360, n. 5, c.p.c. La diversità dei periodi d'imposta non esclude di per sé la rilevanza del giudicato, quando i medesimi fatti siano stati valutati in modo diametralmente opposto.

La decisione

Dal testo emerge il principio secondo cui una sentenza può essere oggetto di revocazione quando attribuisce ai medesimi fatti istruttori, considerati nella loro oggettiva identità, una valutazione radicalmente incompatibile con quella contenuta in una precedente sentenza passata in giudicato. Il fatto che le decisioni riguardino periodi d'imposta diversi non è determinante. Non è invece configurabile la revocazione se il giudice aveva esaminato e deciso l'eccezione di giudicato; in caso di omessa considerazione dell'eccezione già proposta, il rimedio corretto è il ricorso per cassazione per vizio di motivazione. Il testo non indica il dispositivo concreto né identifica le parti, pertanto non è possibile stabilire con certezza l'esito processuale specifico.

Norme richiamate

  • Art. 395, n. 5, c.p.c.

    La sentenza è impugnabile per revocazione se è contraria ad altra precedente avente fra le parti autorità di cosa giudicata, purché non abbia pronunciato sulla relativa eccezione.

    La disposizione si applica quando l'eccezione di giudicato esterno non è stata proposta davanti al giudice che ha emesso la sentenza impugnata. La revocazione può riguardare anche sentenze relative a periodi d'imposta diversi, se esse hanno valutato in modo radicalmente opposto fatti istruttori identici.

  • Art. 360, n. 5, c.p.c.

    Se l'eccezione di giudicato esterno è stata ritualmente proposta ma il giudice ha omesso di esaminarla, la relativa censura integra un vizio della motivazione da far valere con ricorso per cassazione, non un motivo di revocazione.

Massime di principio

  • Il giudicato esterno può essere rilevante anche in controversie relative a periodi d'imposta differenti, purché vi sia identità sostanziale dei fatti decisivi e non soltanto una generica somiglianza.
  • La revocazione per contrasto con un precedente giudicato opera soprattutto quando il precedente giudicato non è stato sottoposto all'esame del giudice della sentenza impugnata.
  • Quando il giudicato esterno è stato eccepito nel giudizio ma non è stato considerato, il rimedio ordinario è il ricorso per cassazione per omessa o insufficiente motivazione.
  • Una valutazione diametralmente opposta degli stessi fatti oggettivi può giustificare la revocazione, anche se le sentenze riguardano annualità fiscali diverse.
  • Per invocare il giudicato esterno occorre dimostrare con precisione l'identità dei fatti e la portata vincolante della precedente decisione; la sola diversità o analogia delle circostanze non è sufficiente.

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