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Sentenza

Sentenza del 20/01/2020 n. 178 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna

Disponibilità - conti esteri - presunzione d'evasione - natura sostanziale è tale - applicazione retroattiva - non è possibile.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La sentenza ha ritenuto che la presunzione prevista dall'art. 12 d.l. 78/2009 conv. con l. 102/2009 abbia natura sostanziale; perciò non è ammissibile la sua applicazione retroattiva. Di conseguenza, gli atti di accertamento fondati su tale presunzione applicata a fatti anteriori alla sua entrata in vigore devono essere annullati o riesaminati secondo i principi di irretroattività delle norme sostanziali e tutela del diritto di difesa.

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Contestazione dell'applicazione di una presunzione di evasione relativa a investimenti e attività finanziarie detenute in territori o Stati a regime fiscale privilegiato (art. 12, d.l. 78/2009 conv. con l. 102/2009). Il ricorrente ha sostenuto che tale presunzione non poteva essere applicata retroattivamente ai fatti anteriori alla sua introduzione perché ciò avrebbe leso il diritto di difesa e la certezza del contribuente circa gli obblighi documentali.

Norme richiamate

  • art. 12, d.l. 78/2009 conv. con l. 102/2009

    La norma introduce una presunzione rilevante circa l'evasione fiscale con riferimento a investimenti e attività finanziarie in giurisdizioni a regime fiscale privilegiato; la Corte ha interpretato tale presunzione come di natura sostanziale, incidendo sui presupposti di imponibilità e sugli obblighi probatori.

  • Principio di irretroattività delle norme sostanziali / diritto alla difesa

    Principio generale richiamato implicitamente: le norme sostanziali non possono essere applicate retroattivamente quando ciò pregiudica la certezza del diritto e il diritto del soggetto di conoscere gli obblighi documentali necessari per difendersi.

Massime di principio

  • Quando una norma fiscale introduce una presunzione che incide sul contenuto degli obblighi fiscali (cosa imponibile, onere probatorio, documentazione da conservare), quella presunzione è normalmente di natura sostanziale e non può essere applicata retroattivamente ai fatti verificatisi prima della sua entrata in vigore.
  • Per valutare la legittimità di un accertamento basato su presunzioni occorre sempre comparare la data dei fatti accertati con la data di entrata in vigore della norma presuntiva: se la norma è successiva ai fatti, la sua applicazione può essere impugnata per violazione del principio di irretroattività.
  • L'amministrazione finanziaria deve adottare regole e comunicazioni chiare sui documenti che il contribuente è tenuto a conservare; applicare una presunzione sostanziale retroattivamente può ledere l'effettività del diritto di difesa perché il contribuente non avrebbe potuto sapere quali documenti conservare.
  • In presenza di presunzioni introdotte dopo il periodo oggetto di verifica fiscale, il contribuente ha solide basi per chiedere l'annullamento o il riesame dell'accertamento e per sostenere che l'onere probatorio non può essere spostato retroattivamente a suo carico.
  • Nei casi dubbi è opportuno verificare tempestivamente (anche con ricorso) la legittimità temporale dell'applicazione della presunzione e richiedere che l'amministrazione fornisca prova specifica e non presuntiva degli elementi contestati.

Testo integrale

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