Sentenza n. 644/2026 - Lecce, Sezione 1
per l'annullamento a) del provvedimento del Comune di Vernole prot. n. 13223 datato 28.12.2020 avente ad oggetto “concessione demaniale n. 02 del 18/07/2008 di GEBAL. Risposta alla nota n. 13072 del 23/12/2020” con il quale la citata Amministrazione Comunale ha comunicato che “la concessione demaniale n. 02 del 18.07.2008 per quanto di competenza non risulta ad oggi prorogata fino all'anno 2033”; b) della nota prot. n. 13990 datata 20.12.2019 a firma dell'Arch. Serena Lezzi, mai notificata e/o comunicata; c) della nota prot. n. 12829 datata 16.12.2020 a firma dell'Arch. Serena Lezzi mai notificata e/o comunicata; d) ove occorra e nei limiti dell'interesse della ricorrente, della nota del Comune di Vernole – Ufficio Urbanistica – Demanio – Assetto del Territorio prot. n. 13376 datata 31.12.2020; e) di ogni altro atto e/o provvedimento presupposto, connesso e/o consequenziale nonché per la declaratoria del diritto della società ricorrente: f) ad ottenere un formale atto di proroga della concessione demaniale marittima oggetto di causa sino alla data del 31.12.2033 in applicazione dell'art. 1, commi 682 e 683, della legge n. 145/2018.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, senza esaminare nel merito i motivi di impugnazione né la domanda di declaratoria del diritto alla proroga. La decisione è fondata sul principio di disponibilità dell'azione e sulla concorde dichiarazione delle parti circa il venir meno dell'interesse alla decisione. Le spese di lite sono state compensate per ragioni equitative.
Atto impugnato: diniego o mancata attestazione della proroga fino al 31 dicembre 2033 di una concessione demaniale marittima, unitamente agli atti presupposti e connessi
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ricorrente ha impugnato il provvedimento con cui il Comune ha comunicato che la concessione demaniale marittima non risultava prorogata fino al 2033, chiedendo anche la declaratoria del diritto a ottenere la proroga in applicazione dell'art. 1, commi 682 e 683, della legge n. 145/2018. Ha dedotto la violazione dell'art. 1, commi 675, 676, 677, 682 e 683, della legge n. 145/2018 e dell'art. 182 del d.l. n. 34/2020, convertito dalla legge n. 77/2020; la violazione dell'art. 6 della legge regionale Puglia n. 17/2015 e l'eccesso di potere; nonché l'eccesso di potere per difetto di istruttoria e di motivazione. Il Comune si è costituito chiedendo il rigetto. Prima della decisione, entrambe le parti hanno concordemente dichiarato l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
Norme richiamate
art. 1, commi 675, 676, 677, 682 e 683, l. 145/2018
Norme indicate dalla ricorrente quale base della pretesa alla proroga della concessione demaniale marittima; non esaminate nel merito per la sopravvenuta carenza di interesse.
art. 182 d.l. 34/2020, convertito dalla l. 77/2020
Norma indicata dalla ricorrente come parametro di legittimità del provvedimento impugnato; non esaminata nel merito.
art. 6 l.r. Puglia 17/2015
Norma regionale indicata quale parametro di legittimità; non esaminata nel merito.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato in relazione alla trattazione dell'udienza con modalità da remoto; non incide sulla ratio decisoria.
Massime di principio
- Quando, prima della decisione, le parti concordano nel dichiarare il sopravvenuto venir meno dell'interesse alla decisione, il giudice amministrativo deve dichiarare l'improcedibilità del ricorso in applicazione del principio di disponibilità dell'azione.
- La dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse impedisce l'esame nel merito dei motivi di impugnazione e delle eventuali domande connesse, comprese quelle di accertamento del diritto azionato.
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