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Parere

Parere n. 477/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 1

Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, con istanza cautelare, proposto dalla signora Pecar Sava contro il Comune di Trieste per l’annullamento del provvedimento del 13 maggio 2019, prot. n. 11/1149-1/2011, del Comune di Trieste – Dipartimento Territorio Economia Ambiente e Mobilità – Servizio Edilizia Privata e Residenziale pubblica e Paesaggio, avente ad oggetto “Costruzione di 4 edifici sulla p.c.n. 737 e segg. del C.C. di Basovizza – Nota informativa.

Giustizia amministrativa202000049

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IRicorso straordinario al Presidente della Repubblica

Impugnazione della nota informativa del Comune di Trieste del 13 maggio 2019, relativa alla costruzione di quattro edifici su particelle catastali site nel C.C. di Basovizza.

Esito

IMPROCEDIBILITA

La questione giuridica

La ricorrente ha proposto ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, con istanza cautelare, deducendo l’illegittimità della nota comunale per violazione dell’art. 23 della legge regionale Friuli-Venezia Giulia n. 19/2009, carenza dei presupposti, travisamento dei fatti, violazione dei principi di buon andamento, trasparenza, imparzialità e giusto procedimento, nonché degli artt. 1 e 3 della legge n. 241/1990. Nel corso dell’istruttoria è emersa la pendenza di un ricorso giurisdizionale avverso il nuovo piano regolatore generale, ritenuto pregiudiziale dalla Sezione. Successivamente, sia la ricorrente sia il Comune di Trieste hanno dichiarato il venir meno dell’interesse alla definizione del ricorso. La ricorrente ha inoltre chiesto la compensazione delle spese.

Il parere

Il Consiglio di Stato ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, valorizzando le dichiarazioni concordi della ricorrente e del Comune e applicando il principio dispositivo anche al ricorso straordinario. La richiesta di compensazione delle spese è stata ritenuta estranea al procedimento, poiché il ricorso straordinario previsto dall’art. 8 del d.P.R. n. 1199/1971 ha natura tipicamente impugnatoria e consente esclusivamente domande di annullamento di provvedimenti amministrativi. Restano quindi escluse domande di accertamento o di condanna.

Osservazioni

Sopravvenuta carenza di interesse

La dichiarazione della ricorrente circa il venir meno dell’interesse alla decisione, concordante con quella del Comune resistente, impone la declaratoria di improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, in applicazione del principio dispositivo anche nel procedimento relativo al ricorso straordinario.

Domanda di compensazione delle spese

La domanda di compensazione delle spese è estranea al procedimento di ricorso straordinario, il cui petitum è limitato all’azione di annullamento e non comprende domande di accertamento o di condanna.

Norme richiamate

  • art. 8 d.P.R. n. 1199/1971

    Contro gli atti amministrativi definitivi è ammesso ricorso straordinario al Presidente della Repubblica per motivi di legittimità da parte di chi vi abbia interesse

    Il ricorso straordinario è un rimedio tipicamente impugnatorio, diretto esclusivamente all’annullamento di provvedimenti amministrativi definitivi; non sono ammissibili domande di accertamento o di condanna.

  • artt. 1 e 3 l. n. 241/1990

    Richiamati dalla ricorrente quali parametri di legittimità con riferimento ai principi di buon andamento, trasparenza, imparzialità e all’obbligo di motivazione; il parere non esamina nel merito tali censure.

  • art. 23 l.r. Friuli-Venezia Giulia n. 19/2009

    Richiamato dalla ricorrente quale parametro edilizio asseritamente violato; il parere non si pronuncia sulla fondatezza della censura, essendo il ricorso divenuto improcedibile.

Massime di principio

  • Nel ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, la concorde dichiarazione delle parti circa il venir meno dell’interesse alla decisione determina l’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, in applicazione del principio dispositivo.
  • Il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica ha natura tipicamente impugnatoria e consente esclusivamente azioni di annullamento di atti amministrativi definitivi; sono estranee al relativo petitum le domande di accertamento e di condanna.
  • Una richiesta di compensazione delle spese non può essere esaminata nell’ambito del ricorso straordinario quando non rientra nell’oggetto tipico del rimedio, limitato alla caducazione dell’atto impugnato.

Improcedibilità del ricorso straordinario relativo a un intervento edilizio a Basovizza

Il Consiglio di Stato, Sezione Prima, ha esaminato un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto da una privata contro il Comune di Trieste, avente a oggetto la nota informativa del 13 maggio 2019 relativa alla costruzione di quattro edifici su particelle catastali site nel C.C. di Basovizza.

Premesse e doglianze

La ricorrente aveva chiesto l’annullamento dell’atto deducendo:

  • la violazione dell’art. 23 della legge regionale Friuli-Venezia Giulia n. 19/2009;
  • la manifesta carenza dei presupposti e il travisamento dei fatti;
  • la violazione dei principi di giusto procedimento, buon andamento, trasparenza e imparzialità;
  • la violazione degli artt. 1 e 3 della legge n. 241/1990;
  • carenza di motivazione ed erronea applicazione dell’art. 23 della legge regionale n. 19/2009.

Il ricorso era accompagnato da un’istanza cautelare. Il Comune di Trieste si è opposto sia al ricorso sia alla domanda cautelare.

Istruttoria e pendenza di altro giudizio

Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti aveva inizialmente ritenuto accoglibile l’istanza cautelare per la sussistenza del fumus boni iuris e del periculum in mora. La Sezione ha tuttavia disposto approfondimenti istruttori, chiedendo una relazione completa e la produzione degli atti relativi all’intervento edilizio.

Nel corso dell’istruttoria è emersa la pendenza, dinanzi alla Sezione IV del Consiglio di Stato, del giudizio iscritto al n. R.G. 4012/2019, proposto dalla ricorrente contro il nuovo piano regolatore generale. Con il parere interlocutorio n. 323/2021, la Sezione ha ritenuto tale giudizio pregiudiziale rispetto alla decisione del ricorso straordinario e ha chiesto chiarimenti sulla sua rilevanza e sugli eventuali atti successivi dell’amministrazione. Il procedimento giurisdizionale risultava ancora pendente secondo le informazioni acquisite nel maggio 2021.

Sopravvenuta carenza di interesse

Nel settembre 2024 la Sezione ha invitato le parti a comunicare la permanenza dell’interesse alla definizione del ricorso o l’eventuale sopravvenienza di cause di improcedibilità.

La ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione. Anche il Comune di Trieste ha comunicato il venir meno dell’interesse alla coltivazione del gravame. Sulla base di tali dichiarazioni concordi, la Sezione ha ritenuto applicabile il principio dispositivo anche al ricorso straordinario e ha dichiarato l’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.

Limiti del ricorso straordinario

La Sezione ha inoltre precisato che la richiesta della ricorrente di compensazione delle spese è estranea al procedimento. Ai sensi dell’art. 8 del d.P.R. n. 1199/1971, il ricorso straordinario è un rimedio impugnatorio rivolto contro atti amministrativi definitivi per motivi di legittimità.

Il petitum deducibile è pertanto limitato all’annullamento dell’atto, attraverso una pronuncia caducatoria. Non possono essere proposte, nell’ambito del ricorso straordinario, autonome domande di accertamento o di condanna. La Sezione ha richiamato, sul punto, i precedenti Cons. Stato, Sez. I, nn. 1683/2020, 1286/2020, 978/2020 e 115/2019.

Conclusione

Il Consiglio di Stato ha espresso il parere che il ricorso debba essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziPiani regolatori e variantiRicorso straordinario al Presidente della Repubblica
RamiEdiliziaUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseLegittimazione e interesse a ricorrerePrincipio di legalità e tipicità

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