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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24998/2025 del 08/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso contro la conferma in appello della condanna per omicidio colposo (art. 589, comma 2 c.p.) in relazione alla morte della compagna e della figlia in un incidente autostradale del 31/05/2014. L'imputato ha articolato più censure: (i) nullità per indeterminatezza del capo d'imputazione perché non sarebbe stata specificata la norma violata e la velocità concreta ritenuta non adeguata; (ii) omissione di valutazione della consulenza tecnica di parte (Ing. Nicolaj) che escludeva alcuni urti; (iii) errata e contraddittoria valutazione della consulenza tecnica del CTU Ing. Di Giovanni, con incongruenze sul numero di urti e sulle velocità ricostruite (velocità critica indicata dal CTU 164 km/h non superata secondo sue stime alternative); (iv) valutazione scorretta delle testimonianze in ordine alle condizioni meteo e alla velocità di altri utenti; (v) mancata valutazione del nesso causale per la possibile inadeguatezza/mancata manutenzione del guardrail di destra che avrebbe favorito la caduta nel burrone (eventuale causa sopravvenuta escludente la causalità); (vi) richiesta di rinnovare o completare accertamenti tecnici. Il ricorrente ha depositato memoria richiamando l'inadeguatezza del guardrail e la possibilità che la velocità critica non fosse stata superata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato manifestamente infondato il primo motivo (nullità per indeterminatezza dell'imputazione), ritenendo invece fondati in parte gli altri profili di doglianza. Ha rilevato carenze nella ricostruzione della dinamica del sinistro e nella valutazione tecnica e testimoniale da parte dei giudici di merito (in particolare incertezze sul numero di urti, sulla determinazione della velocità e sulla rilevanza dell'inadeguatezza del guardrail). Per tali ragioni il ricorso è stato accolto in parte e la questione è stata rimessa al giudice di merito affinché si compiano i necessari chiarimenti / ulteriori accertamenti e si dia motivazione coerente e non contraddittoria. In sintesi: rigettata la censura sull'indeterminatezza, parziale accoglimento degli altri motivi con rinvio per nuova valutazione.

Norme richiamate

  • art. 589 cod. pen., comma 2

    Delitto di omicidio colposo; contestata la responsabilità per la morte delle persone trasportate a seguito dell'incidente.

  • art. 141 Codice della Strada

    Norma 'elastica' che impone di regolare la velocità in relazione alle condizioni del veicolo, della strada, del traffico e di ogni altra circostanza; la Corte ha ritenuto che l'addebito fosse fondato su violazione di questa regola elastica e che fosse necessario valutare le circostanze concrete.

  • art. 142 Codice della Strada

    Riferita in motivazione con riferimento ai limiti di velocità locali; la sentenza osserva che i giudici di merito non hanno adeguatamente spiegato perché le velocità ipotizzate dovessero considerarsi inadeguate rispetto alla situazione concreta.

  • Giurisprudenza citata (Sez. 3, n. 9314 del 16/11/2023)

    Principio secondo cui il fatto deve essere enunciato in modo sufficientemente chiaro e preciso da garantire il contraddittorio; utilizzato per ritenere non fondata l'eccezione di nullità dell'imputazione.

  • Giurisprudenza citata (Sez. 4, n. 40050 del 29/03/2018, Lenarduzzi)

    Principio che l'applicazione di regole cautelari 'elastiche' richiede la valutazione delle circostanze concrete per accertare l'efficienza causale della condotta; richiamato per criticare l'accertamento di merito privo di analisi completa.

Massime di principio

  • Quando la colpa viene dedotta dalla violazione di una norma 'elastica' (es. art. 141 CdS), il giudice deve valutare tutte le circostanze concrete del caso (stato della strada, condizioni atmosferiche, caratteristiche del veicolo, traffico, ecc.) per determinare quale fosse la condotta doverosa e l'effetto causale della sua violazione.
  • In presenza di perizie tecniche contrastanti o di incertezze sulla dinamica (numero di urti, punti di impatto, calcolo delle velocità), il giudice di merito deve motivare espressamente le ragioni per preferire una consulenza rispetto ad un'altra; l'assenza di motivazione coerente può comportare l'annullamento o il rinvio.
  • Se emergono possibili cause alternative dello sbandamento (guasto meccanico, macchia d'olio, interferenza di altri veicoli) e tali ipotesi non vengono sufficientemente confutate, opera il principio del dubbio a favore dell'imputato: la colpevolezza non può essere stabilita oltre ogni ragionevole dubbio.
  • La mancata o insufficiente manutenzione e/o l'inadeguatezza strutturale delle barriere stradali può integrare una causa concorrente o sopravvenuta che incide sul nesso di causalità; il giudice deve accertare se una barriera a norma avrebbe evitato l'evento e se il difetto era ragionevolmente prevedibile.
  • L'indeterminatezza del capo di imputazione non è automatica quando tempo, luogo e modalità sono descritti e l'imputato può conoscere la contestazione anche attraverso gli atti del fascicolo: non è obbligatorio indicare sempre un valore numerico di velocità se l'addebito è di violazione di una regola elastica, purché siano garantite le ragioni di difesa.
  • Se il giudice di legittimità riscontra carenze istruttorie o valutative rilevanti, è normale il rinvio al giudice di merito per integrazione probatoria o per nuova motivazione; su rinvio, i giudici devono provvedere a chiarire dinamica, quantificazione delle velocità e rilevanza di eventuali cause concorrenti.

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