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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5831/2022 del 18/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte di appello di Salerno per vari profili: Malvaso deduce travisamento delle prove testimoniali e della consulenza grafologica, mancata ammissione di perizia grafologica d'ufficio, mancata prova del concorso con Giorgetti, vizi nella confisca di beni intestati a terzi e diversa qualificazione giuridica dei fatti (peculato vs truffa); Del Monte deduce analoga questione di qualificazione giuridica, censura sulla valutazione delle firme e sulle circostanze attenuanti e sul calcolo della pena; il Comune di Pisticci censura l'inammissibilità della sua costituzione di parte civile per mancata autenticazione della firma del difensore nella procura speciale e chiede riconoscimento dell'ammissibilità o, in subordine, rimessione alle Sezioni Unite sul termine per la costituzione.

La decisione

La Corte di Cassazione: respinge il ricorso di Malvaso (motivi infondati) e conferma le valutazioni di merito in ordine alla sua responsabilità; annulla senza rinvio la sentenza nei confronti di Del Monte perché i reati per i quali era stato condannato si sono estinti per prescrizione (quindi estinzione della pena per prescrizione) e rigetta il resto del suo ricorso; accoglie il ricorso del Comune di Pisticci quanto all'inammissibilità della sua costituzione di parte civile, dichiarando che la mancata autenticazione della firma sulla procura speciale costituisce mera irregolarità e rinvia al giudice civile competente per la valutazione delle questioni civili residue e per la quantificazione del danno. Conferma, infine, le statuizioni civili verso le parti civili private e condanna Malvaso al pagamento delle spese.

Norme richiamate

  • art. 476 cod. pen. (falso)

    La Corte ha confermato che il falso nei mandati e nei visti, anche se inserito in atti interni al procedimento amministrativo, può integrare il reato contestato con l'aggravante richiamata quando ricorrono i presupposti; il riferimento al comma secondo è collegato alla contestazione delle modalità di falsificazione

  • art. 322-ter cod. pen. (confisca per equivalente)

    La Corte ha ritenuto legittima la confisca per equivalente nei confronti dei beni che, pur intestati a terzi (figli), risultino nella disponibilità dell'imputato e trasferiti in epoca compatibile con l'intento di sottrarli all'ablazione

  • art. 12-sexies d.l. 8 giugno 1992, n. 306 (ora art. 240-bis cod. pen.)

    Principio applicato analogicamente: l'imputato non ha interesse a impugnare provvedimenti ablativi su beni intestati a terzi poiché non potendo ottenerne restituzione, mentre il terzo ha l'onere di provare la legittima acquisizione

  • art. 62, comma 1, n. 6 cod. pen. (attenuante della riparazione/ravvedimento)

    La Corte ha ritenuto inapplicabile l'attenuante invocata da Del Monte poiché le ammissioni non sono state valutate come idonee a riparare o attenuare le conseguenze del reato

  • art. 133 cod. pen. (criteri di determinazione delle circostanze attenuanti)

    Il giudice di merito può basare il diniego o la concessione delle attenuanti anche su un solo elemento ritenuto prevalente; la Cassazione ha ritenuto congrua e sufficiente la motivazione della Corte di appello sul diniego

  • art. 78, comma 1, lett. e) cod. proc. pen. (sottoscrizione del difensore)

    La Corte richiamando giurisprudenza afferma che la sottoscrizione del difensore sulla costituzione di parte civile assolve anche alla funzione di autenticazione e che la mancata autenticazione non determina automaticamente nullità o inammissibilità se la firma non è contestata

  • art. 39 norme di attuazione al codice di rito

    Richiamata dalle parti per sostenere i poteri di autentica del sindaco; la Corte, comunque, ha ritenuto prevalente la giurisprudenza secondo cui l'irregolarità della procura è sanabile quando non contestata

  • art. 578 cod. proc. pen. (effetti della sentenza penale sulle statuizioni civili)

    La Cassazione ha disposto che le statuizioni civili relative a parti private restano in vita e non sono travolte dalle decisioni sulla prescrizione penale

Massime di principio

  • Quando il denaro pubblico è accessibile o gestito attraverso funzioni frammentate, la disponibilità rilevante ai fini del peculato può essere anche mediate o parcellizzata tra più soggetti: l'uso di artifici per superare controlli non esclude il peculato e non trasforma automaticamente la fattispecie in truffa.
  • La valutazione grafologica tardiva o su segni ridotti (sigle) può essere ritenuta incerta; la richiesta di perizia d'ufficio in appello è rimessa alla discrezionalità del giudice e può essere respinta se la motivazione di merito ritiene già sufficienti gli altri elementi probatori.
  • La confisca per equivalente può colpire beni intestati a terzi quando i trasferimenti risultino fittizi o attuati per sottrarre il prezzo del reato: il terzo intestatario ha l'onere di dimostrare la legittima acquisizione.
  • La mancata autenticazione della firma nella procura speciale non determina automaticamente l'inammissibilità della costituzione di parte civile se la firma non è stata contestata concretamente; la sottoscrizione del difensore può assolvere funzione autenticativa.
  • La prescrizione estingue l'azione penale indipendentemente dall'esistenza di precedenti condanne di merito; la declaratoria di prescrizione può portare ad annullamento senza rinvio delle statuizioni penali quando il termine è ormai maturato.
  • In sede di cassazione non è consentita una rivalutazione globale delle prove di merito; vizi di motivazione devono essere specifici e dimostrabili come lacune o illogicità manifeste per ottenere rinnovazione dell'istruttoria.

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