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Sentenza

Sentenza n. 782/2026 - Bari, Sezione 3

per l’annullamento, chiesto con il ricorso principale: del silenzio serbato dal Comune di Monopoli sull'istanza formulata dal ricorrente in data 12.11.2019 per l'esercizio dei poteri inibitori e/o di annullamento in autotutela ex art. 19 L. n.241/1990 in relazione alla pratica edilizia per “Manutenzione Straordinaria - Immobile ad uso abitativo - Lavori di redistribuzione interna degli spazi rispondenti alle nuove esigenze della committenza, lievi modifiche di prospetto e di ridimensionamento delle superfici finestrate anche al fine di ridurre la dispersione termica, adeguamento degli impianti”, presentata dalla -OMISSIS- anche come legale rappresentante della-OMISSIS- di -OMISSIS- -OMISSIS- e per l’accertamento, ai sensi dell'art. 31, co. 3 c.p.a., della fondatezza della pretesa avanzata dal ricorrente in merito alla suddetta SCIA; del PDC in sanatoria (c.d. condono edilizio) n. -OMISSIS- C.E. prot. Sue -OMISSIS- del 07.02.2013 pratica n. -OMISSIS- – Ter, rilasciato al dante causa dell'odierna controinteressata -OMISSIS- e di tutti gli atti presupposti, conseguenti o comunque connessi, ivi compresi il silenzio assenso laddove ritenutosi formato ai sensi dell’ art. 32, co 37, D.L. n.269/2003 nonché gli atti e i provvedimenti, ancorché non conosciuti, mercè i quali si è consentito l'accatastamento dell'unità immobiliare condonata, nonché la SCIA epigrafata; chiesto con i motivi aggiunti: del provvedimento espresso, conosciuto solo per il deposito operatone in giudizio dalla difesa di parte controinteressata, reso dal Comune di Monopoli n. -OMISSIS- del 29.1.2018 (Area organizzativa IV Tecnica Edilizia privata, Urbanistica e Ambiente) con il quale, in relazione alla pratica SCIA n.-OMISSIS- prot. n.-OMISSIS- istanza del 28.3.2017, si è comunicato di non aver riscontrato l'assenza di una o più delle condizioni stabilite dagli articoli 22, 23 e 23 bis DPR n.380/2001 e art. 6, lett. d, L. n.241/1990 e così di aver accettato il deposito della SCIA; degli altri a questo presupposti, conseguenti e/o comunque connessi, tra i quali anche quelli già impugnati con il ricorso introduttivo;

Giustizia amministrativa202000014

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Bari, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: permesso di costruire in sanatoria relativo alla realizzazione di un’unità abitativa nel piano pilotis condominiale e nota comunale di accettazione del deposito di una SCIA per il completamento dell’unità

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario confinante)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il permesso di costruire in sanatoria rilasciato nel 2013 per una porzione del piano pilotis di un edificio condominiale, destinata a uso residenziale, nonché la successiva nota comunale del 29 gennaio 2018 con cui il Comune aveva comunicato di non aver riscontrato l’assenza delle condizioni per la prosecuzione dei lavori oggetto di SCIA. Il ricorrente ha dedotto, tra l’altro, la violazione degli artt. 31 della l. n. 47/1985, 39 della l. n. 724/1994, 32 del d.l. n. 269/2003 e della l.r. n. 28/2003, nonché eccesso di potere per contraddittorietà e violazione della circolare ministeriale del 7 dicembre 2005, sostenendo che al momento della domanda di condono l’opera non presentava il completamento a rustico né il completamento funzionale richiesto dalla disciplina sul condono. Il ricorrente ha inoltre dedotto che il dante causa delle controinteressate non era più titolare dell’area al momento della domanda del 2004, poiché questa era stata acquisita automaticamente al patrimonio comunale in conseguenza dell’inottemperanza a un precedente ordine di demolizione. Le parti resistenti hanno eccepito l’inammissibilità per cumulo di azioni, la tardività dell’impugnazione e il difetto di interesse, anche in ragione della posizione dell’appartamento del ricorrente e della sua precedente manifestazione favorevole alla chiusura del pilotis.

La decisione

Il TAR ha accolto le domande impugnatorie, superando le eccezioni processuali. Ha escluso l’inammissibilità per cumulo di azioni, ritenendo ammissibile la proposizione cumulativa delle domande secondo l’art. 32 c.p.a. Ha escluso la tardività perché, nel caso concreto, il termine di impugnazione non decorreva dalla pubblicazione del permesso in sanatoria del 2013, ma dal momento in cui l’opera aveva assunto una consistenza concreta tale da rendere percepibili le caratteristiche progettuali e la lesione, individuato nell’avvio dei lavori di completamento alla fine di ottobre 2019; in ogni caso, non era provata una conoscenza anteriore del titolo, acquisito agli atti il 31 ottobre 2019. Ha riconosciuto l’interesse a ricorrere, poiché l’eventuale annullamento del titolo avrebbe potuto determinare il ripristino del piano pilotis aperto e una concreta utilità per il ricorrente, anche sotto il profilo della riduzione dei rumori e della tutela della vivibilità dell’abitazione. Nel merito, ha ritenuto illegittimo il permesso di costruire in sanatoria: fino all’autunno del 2019 la porzione del pilotis era priva della completa chiusura perimetrale, liberamente accessibile dall’esterno e priva di caratteristiche minime idonee all’uso residenziale. Pertanto, non sussisteva il completamento a rustico richiesto ove l’opera fosse qualificata come autonoma, né il completamento funzionale richiesto ove fosse qualificata come opera interna a edificio preesistente. Il TAR ha inoltre ritenuto fondata la censura relativa alla perdita della titolarità dell’area: l’inottemperanza all’ordine di demolizione aveva prodotto, decorso il termine di legge, l’acquisizione automatica dell’immobile al patrimonio comunale, sicché il dante causa non era più legittimato a presentare la domanda di condono del 2004. Sono stati annullati, limitatamente all’unità abitativa del piano pilotis, il permesso di costruire in sanatoria e la nota comunale del 29 gennaio 2018. Le ulteriori censure sono state assorbite. La SCIA è stata ritenuta travolta per effetto conformativo dall’annullamento del titolo edilizio presupposto, senza essere direttamente annullata, in quanto atto privato sostitutivo di provvedimento amministrativo. Le spese sono state integralmente compensate per le peculiarità della controversia.

Norme richiamate

  • art. 32 c.p.a.

    Consente il cumulo di domande connesse proposte nello stesso giudizio, senza che la diversità dei riti determini di per sé l’inammissibilità.

  • art. 31, comma 3, c.p.a.

    Richiamato nell’originaria domanda di accertamento della fondatezza della pretesa relativa alla SCIA; la domanda sul silenzio era stata già definita con precedente pronuncia.

  • art. 19 l. n. 241/1990

    Richiamato in relazione ai poteri inibitori e di autotutela concernenti la SCIA.

  • art. 31 l. n. 47/1985

    Sono sanabili gli edifici “nei quali sia stato eseguito il rustico e completata la copertura, ovvero, quanto alle opere interne agli edifici già esistenti e a quelle non destinate alla residenza, quando esse siano state completate funzionalmente”.

    Il condono presuppone, per una nuova edificazione, il completamento del rustico e, per le opere interne a edifici esistenti, il completamento funzionale. La completa assenza delle murature perimetrali o degli impianti impedisce di ritenere integrato il requisito.

  • art. 39 l. n. 724/1994

    Richiamato quale disciplina del condono edilizio applicabile alla fattispecie.

  • art. 32 d.l. n. 269/2003

    Richiamato quale base normativa della domanda e del permesso di costruire in sanatoria rilasciato nel 2013.

  • art. 31 d.P.R. n. 380/2001

    L’inottemperanza all’ordine di demolizione determina, decorso il termine di novanta giorni, l’acquisizione automatica del bene abusivo al patrimonio comunale; l’atto di acquisizione ha natura dichiarativa, salvo il profilo eventualmente costitutivo relativo all’area ulteriore non già identificata.

  • art. 22 d.P.R. n. 380/2001

    Richiamato nella nota comunale relativa alla verifica delle condizioni per la prosecuzione dei lavori oggetto di SCIA.

  • art. 23 d.P.R. n. 380/2001

    Richiamato nella nota comunale relativa alla SCIA.

  • art. 23-bis d.P.R. n. 380/2001

    Richiamato nella nota comunale relativa alla SCIA.

Massime di principio

  • L’impugnazione di un titolo edilizio relativo a una sanatoria decorre, quando la concreta consistenza dell’opera non sia immediatamente percepibile e il titolo riguardi un manufatto preesistente o solo parzialmente realizzato, dal momento in cui i lavori rendono conoscibili in modo certo e univoco le caratteristiche dell’intervento e la possibile lesione, non necessariamente dalla pubblicazione del titolo all’albo pretorio.
  • Sussiste l’interesse a impugnare un titolo edilizio quando l’eventuale annullamento possa produrre per il ricorrente un’utilità concreta, quale il ripristino di una situazione edilizia idonea a ridurre rumori o altre interferenze sulla vivibilità dell’immobile, anche se l’opera non si trova in perfetta sovrapposizione verticale con l’abitazione del ricorrente.
  • Ai fini del condono edilizio, un’opera destinata a uso residenziale non è sanabile se, alla data rilevante, manca il completamento a rustico, ove si tratti di nuova edificazione, oppure il completamento funzionale, ove si tratti di opera interna a edificio esistente; la mancanza di complete tamponature perimetrali e di impianti essenziali esclude tali requisiti.
  • Decorso inutilmente il termine previsto dall’ordine di demolizione, l’acquisizione del manufatto abusivo al patrimonio comunale opera automaticamente; l’atto successivamente adottato dall’amministrazione ha natura dichiarativa. Da tale momento il precedente proprietario non è più legittimato a presentare una domanda di sanatoria relativa al bene acquisito.
  • L’annullamento del titolo edilizio presupposto travolge, per effetto conformativo, la SCIA successivamente presentata per il completamento dell’intervento, senza necessità di un diretto annullamento della SCIA quale atto privato sostitutivo di provvedimento amministrativo.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioAbusi edilizi e sanzioniSCIA e liberalizzazioniLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneLegittimazione e interesse a ricorrereDecadenza e tardivitàEffetto conformativo e riedizione del potere

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