Sentenza del 02/02/2015 n. 550 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
Accertamento liquidazione controlli - Indagini fiscali - Società cartiere - Rapporti commerciali con imprese inesistenti - Sistema fraudolento - Sussiste.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguardava la legittimità del disconoscimento della detrazione dell'IVA relativa ad acquisti effettuati nell'ambito di rapporti commerciali con società cartiere o imprese inesistenti. Secondo l'Amministrazione, tali rapporti si inserivano in un sistema fraudolento e il comportamento complessivo del contribuente evidenziava la sua partecipazione, o comunque la sua consapevole esposizione, alla frode fiscale. Il contribuente sosteneva invece di avere effettuato operazioni reali e di non conoscere la situazione soggettiva dei propri fornitori.
La decisione
La contestazione è stata ritenuta fondata: la detrazione dell'IVA è stata negata perché il comportamento complessivo del contribuente dimostrava il coinvolgimento in una frode fiscale e interrompeva il nesso di inerenza tra i costi sostenuti e l'attività imprenditoriale. Ai fini della buona fede non è necessaria la prova della conoscenza effettiva dello stato fraudolento dei fornitori; è sufficiente che il contribuente avrebbe potuto conoscere, usando l'ordinaria diligenza, le circostanze indicative del rischio di frode.
Norme richiamate
Principio di neutralità e detrazione dell'IVA
Il diritto alla detrazione non tutela operazioni inserite in una frode fiscale quando il soggetto passivo sapeva o avrebbe dovuto sapere, secondo l'ordinaria diligenza, che l'operazione era collegata a tale frode.
Principio di inerenza dei costi all'attività d'impresa
La detrazione viene meno quando il comportamento complessivo del contribuente dimostra che i costi, pur eventualmente documentati, sono inseriti in un sistema fraudolento incompatibile con il normale esercizio dell'attività imprenditoriale.
Massime di principio
- La mera effettività materiale della cessione o la regolarità formale della fattura non garantiscono il diritto alla detrazione se l'operazione è inserita in un sistema fraudolento.
- Il contribuente deve adottare controlli ragionevoli sui propri fornitori e sulle circostanze dell'operazione; rileva anche la conoscibilità del rischio di frode, non soltanto la conoscenza effettiva.
- Indici come rapporti con società cartiere, fornitori inesistenti, prezzi anomali, modalità commerciali irregolari o incoerenze nella documentazione possono dimostrare la partecipazione consapevole o colposa alla frode.
- In situazioni analoghe, la buona fede deve essere dimostrata attraverso una condotta diligente e verificabile, non con la sola dichiarazione di non conoscere la frode del fornitore.
- Quando il comportamento complessivo rompe il collegamento tra i costi sostenuti e l'attività economica reale, l'Amministrazione può negare la detrazione dell'IVA anche se le operazioni risultano formalmente contabilizzate.
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