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Cassazione Penale, Ordinanza n. 36105/2025 del 06/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La Corte di appello aveva parzialmente riformato la sentenza del Tribunale che aveva affermato la responsabilità penale di due imputati per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale, rideterminando la pena per la concessione delle attenuanti generiche in equivalenza con l'aggravante ex art. 219 R.D. 267/1942. In cassazione, uno dei ricorrenti deduceva, in sintesi, censure sulla propria qualità di amministratore di fatto e sulla bancarotta documentale; l'altro articolava cinque motivi: il primo riproponeva censure già respinte in appello senza confrontarsi con la motivazione; il secondo lamentava carenza, contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione, ma in realtà mirava a una rivalutazione del compendio probatorio; il terzo contestava la sussistenza dell'elemento oggettivo della bancarotta fraudolenta patrimoniale; il quarto contestava la rilevanza di acquisti formalmente eseguiti dall'amministratore di diritto; il quinto contestava la bancarotta fraudolenta documentale generica. La Corte ha ritenuto i ricorsi inammissibili: le doglianze erano generiche, meramente reiterative di censure già esaminate in appello, volte a sollecitare una nuova valutazione del materiale probatorio e comunque infondate, poiché la distrazione può essere desunta anche dalla mancata prova della destinazione dei beni e la qualità di amministratore di fatto rende irrilevante la formale intestazione di alcuni atti all'amministratore di diritto.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di entrambi gli imputati. Ne è conseguita la condanna al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 complessivi in favore della Cassa delle ammende, ai sensi dell'art. 616, comma 1, c.p.p. La decisione di merito resta quindi ferma quanto all'affermazione di responsabilità per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale, con la sola rideterminazione della pena già disposta in appello.

Norme richiamate

  • art. 219 R.D. 267/1942

    aggravante richiamata in relazione alla bancarotta fraudolenta, oggetto di bilanciamento con le attenuanti generiche in appello

  • art. 616, comma 1, c.p.p.

    in caso di inammissibilità del ricorso segue la condanna alle spese processuali e al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende

Massime di principio

  • In sede di legittimità sono inammissibili le censure che si limitino a riprodurre doglianze già formulate in appello senza confrontarsi con la motivazione della sentenza impugnata.
  • È inammissibile il ricorso che, sotto la veste del vizio di motivazione, miri in realtà a una rivalutazione delle fonti di prova, attività riservata al giudice di merito.
  • In tema di bancarotta fraudolenta patrimoniale, la prova della distrazione o dell'occultamento dei beni della società fallita può essere desunta anche dalla mancata dimostrazione della loro destinazione da parte dell'amministratore.
  • La qualifica di amministratore di fatto rende irrilevante che singoli atti di gestione siano stati formalmente compiuti dall'amministratore di diritto, quando risulti che la gestione effettiva era esercitata dal primo.
  • Per la bancarotta fraudolenta documentale, è sufficiente una motivazione che dia conto della natura generica della violazione documentale, se coerentemente sorretta dal quadro probatorio valorizzato nel giudizio di merito.

Come è indicizzato

MaterieBancarotta fraudolentaImpugnazioni
RamiReati fallimentariProcesso penale
SottomaterieBancarotta patrimonialeBancarotta documentale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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