Cassazione Penale, Sentenza n. 3342/2024 del 26/01/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la condanna per il reato di cui agli artt. 56 e 319‑quater cod. pen. (riqualificato ai sensi dell'art. 317) contestando: l'assenza di prova che lui avesse chiesto o indotto la dazione di denaro; che la somma fosse stata richiesta da terzi (Vagnoni, Moscardelli) o fosse dovuta a errori tecnici nel procedimento; la mancata qualifica di "incaricato di pubblico servizio" in ragione delle sue mansioni; l'incertezza sulla presenza di denaro nella busta consegnata; e, infine, la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche ai sensi dell'art. 62‑bis cod. pen.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondate le censure sulla qualifica soggettiva: il capo cantoniere svolgeva funzioni tecniche e amministrative (artt. 7 e 8 d.P.R. n.1126/1981) tali da configurarlo come "incaricato di pubblico servizio" (art. 358 c.p.); ha confermato che l'abuso della qualità può integrare l'induzione indebita anche senza poteri decisionali specifici. Le questioni sollevate circa la valutazione della prova sono state ricondotte a mere questioni di merito non riesaminabili in cassazione: la valutazione dei giudici di merito (acquisizione della busta attestata da ufficiale di polizia giudiziaria, dichiarazioni di Vagnoni e Moscardelli, registrazioni e intercettazioni telefoniche che ricostruivano contatti e iniziative dell'imputato) è risultata logicamente motivata e consistente. Quanto alle circostanze attenuanti, è stato confermato il riconoscimento dell'attenuante di particolare tenuità (art. 323‑bis c.p.) e legittima la mancata concessione delle attenuanti generiche per carenza di ulteriori elementi favorevoli.
Norme richiamate
art. 56 cod. pen.
Richiama la disciplina del tentativo; la fattispecie è stata valutata alla luce degli elementi che indicavano iniziative dell'imputato dirette a ottenere la dazione del denaro
art. 319‑quater cod. pen.
Norma relativa all'induzione indebita a dare o promettere utilità; la Corte ha confermato la ricostruzione della responsabilità ex art. 317/319‑quater in relazione alla condotta contestata
art. 317 cod. pen.
Norma usata per la riqualificazione del fatto; la condotta è stata inquadrata in relazione ai delitti contro la pubblica amministrazione
art. 323‑bis cod. pen.
Attenuante della particolare tenuità del fatto: riconosciuta dai giudici di merito in ragione dell'esiguità della somma e del contenuto soggettivo, ha influito sulla rideterminazione della pena
art. 62‑bis cod. pen.
Regola le attenuanti generiche: la Corte di merito ha valutato discrezionalmente l'assenza di ulteriori elementi favorevoli e ha legittimamente negato le generiche, decisione non censurabile in cassazione salvo manifesta illogicità motivazionale
art. 358 cod. pen.
Definizione di "incaricato di pubblico servizio": la Corte ha applicato la norma ritenendo che le funzioni effettivamente svolte dal capo cantoniere rientrassero nella nozione di incarico di pubblico servizio
d.P.R. 11 dicembre 1981, n. 1126, artt. 7 e 8
Regolamento che attribuisce al capo cantoniere compiti di vigilanza, redazione di verbali, rapporto dei lavori, segnalazione di opere eseguite da terzi e compiti tecnici/ amministrativi; elemento usato per qualificare la posizione di pubblico servizio dell'imputato
art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.
Limiti del ricorso per cassazione in tema di 'travisamento della prova' e divieto di rinnovata valutazione del fatto: richiamata per escludere che la Corte debba ri‑esaminare questioni di merito sulla base di una diversa valutazione delle prove
Massime di principio
- La qualifica di "incaricato di pubblico servizio" si determina valutando sia le mansioni formalmente previste dalla normativa di settore sia le funzioni concretamente esercitate: posizioni con compiti tecnici/amministrativi possono rientrare nella nozione anche senza poteri decisionali formali
- L'abuso della qualità (strumentalizzazione della posizione rivestita) basta a integrare il reato di induzione indebita, senza che sia necessario dimostrare il concreto esercizio di potestà decisionali
- In cassazione non è possibile chiedere la rinnovata valutazione del materiale probatorio o sostenere un "travisamento del fatto" se la motivazione di merito è logicamente congrua; i vizi devono essere di diritto o configurare un travisamento della prova secondo i parametri di legge
- Elementi indiziari integrati e coerenti (dichiarazioni di terzi, atti redatti dall'imputato, atti di P.G. sulla consegna della busta, registrazioni e intercettazioni) possono essere ritenuti sufficienti per fondare la responsabilità quando la valutazione è adeguatamente motivata
- Il riconoscimento delle attenuanti generiche rimane soggetto a discrezionalità del giudice di merito: la mancata concessione è legittima se il giudice mostra perché non vi siano ulteriori elementi favorevoli oltre quelli già valutati (es. tenuità riconosciuta separatamente)
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