Cassazione Penale, Sentenza n. 21885/2023 del 22/05/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza di appello perché la corte territoriale, sebbene avesse assolto il Lemma dal reato di bancarotta fraudolenta documentale (capo B), aveva confermato la condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale (capo A). Con il motivo unico si sosteneva che l'appello avrebbe comunque censurato anche il capo A), denunciando: assenza di prova dell'intento doloso nell'omessa tenuta delle scritture contabili; che la consegna della documentazione al curatore avrebbe permesso di ricostruire le cause del dissesto, riconducibili alla crisi settoriale e a un incendio; e che la composizione del passivo (prevalenza di crediti erariali) escluderebbe la condotta distrattiva.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto corretta la valutazione della corte d'appello secondo cui l'atto di impugnazione era stato formulato solo rispetto al capo B) e non aveva sollevato censure specifiche e pertinenti rispetto al capo A). Le argomentazioni difensive risultavano generiche ed eccentriche rispetto alla contestazione residua. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
norme sulla bancarotta (legge fallimentare - R.D. 16 marzo 1942, n. 267, norme in materia di bancarotta fraudolenta)
La Corte ha implicitamente applicato i principi concernenti la qualificazione della bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale e il relativo ambito probatorio, ritenendo che le doglianze generiche e non specificamente dirette al capo A) non siano idonee a mettere in discussione la valutazione di responsabilità operata dal giudice di merito
Massime di principio
- In appello e in cassazione ogni capo d'imputazione va specificamente e distintamente censurato: argomentazioni generiche rivolte all'intera vicenda processuale possono essere ritenute inammissibili rispetto a singoli capi non espressamente impugnati
- La Corte verifica preliminarmente se l'atto di impugnazione abbia realmente investito la specifica deduzione; se l'appello copre soltanto una parte delle doglianze, le altre possono essere considerate inammissibili
- La semplice presentazione o consegna di documentazione contabile non esclude automaticamente la responsabilità per bancarotta: occorre indicare e provare in quale misura la documentazione ricostruisce la movimentazione aziendale e scagiona dall'intento fraudolento
- La composizione del passivo (es. prevalenza di debiti erariali) non è di per sé prova dell'assenza di condotte distrattive o fraudolente; serve una ricostruzione probatoria specifica del nesso causale tra condotte dolose e dissesto
- Per difendersi efficacemente in casi simili è opportuno formulare in modo puntuale e documentato, per ciascun capo, le censure di diritto e di fatto (indicando quali prove si contestano, perché sono insufficienti e quale elemento probatorio prova l'innocenza)
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