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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37873/2025 del 20/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Messina del 04/12/2023 che, in parziale riforma della sentenza di primo grado, aveva condannato i ricorrenti per vari reati (associazione a delinquere art.416 c.p., ricettazione art.648 c.p., riciclaggio art.648-bis c.p., furti e loro riqualificazione art.624/624-bis c.p., estorsioni art.629 c.p.). I ricorrenti lamentavano soprattutto: carenza, contraddittorietà e apparente motivazione della sentenza d'appello; mancato o insufficiente esame delle censure difensive in appello; errata qualificazione giuridica dei fatti (es. riqualificazione in furto in abitazione); mancanza di prova della provenienza illecita dei beni e dell'elemento soggettivo per la ricettazione/riciclaggio; mancato riconoscimento di attenuanti (art.62, n.4).

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto i ricorsi fondati. Ha censurato l'apparenza e l'insufficienza della motivazione della Corte d'appello su molteplici profili (estorsione, ricettazione, riciclaggio, qualificazione dei furti, associazione a delinquere) e ha annullato la sentenza impugnata con rinvio ad altra sezione della Corte d'Appello di Messina per un nuovo esame. In particolare: annullamento e rinvio per i reati di estorsione contestati ai capi E) e W) (con estensione dell'effetto favorevole anche a Micali ai sensi dell'art.587 c.p.p.); annullamento e rinvio per i vari capi di ricettazione (G-Q) per mancata motivazione circa provenienza illecita e consapevolezza; annullamento e rinvio per la qualificazione dei furti ai capi V) e X) (dubbi sulla sussistenza della privata dimora); annullamento e rinvio del capo S) (riciclaggio) per mancata verifica del reato presupposto e della riconducibilità soggettiva; annullamento e rinvio anche in relazione al capo A) (associazione a delinquere) per carenza motivazionale circa stabilità, affectio societatis e struttura organizzativa. La decisione ha disposto che in sede di rinvio la Corte territoriale fornisca motivazione analitica e risponda puntualmente alle deduzioni difensive.

Norme richiamate

  • art. 416 cod. pen.

    Definisce l'associazione a delinquere; la Corte ha richiamato che per integrarla è necessario provare la stabilità del vincolo, l'organizzazione anche minima e l'affectio societatis, e ha ritenuto la motivazione di merito carente su questi elementi

  • art. 629 cod. pen.

    Norma sull'estorsione; la Corte ha rilevato che la sentenza d'appello non ha dato risposta motivata alle censure sulla sussistenza del reato di estorsione e ha annullato con rinvio

  • art. 648 cod. pen.

    Ricettazione: la Corte ha sottolineato che occorre prova della provenienza illecita del bene e della consapevolezza del ricettatore; la motivazione d'appello è stata ritenuta insufficiente

  • art. 648-bis cod. pen.

    Riciclaggio: per la configurabilità serve il reato presupposto e atti concreti volti ad ostacolare l'identificazione della provenienza illecita; la Corte ha rilevato che l'appello non ha valutato adeguatamente la mancanza del reato presupposto

  • art. 624-bis cod. pen.

    Furto in abitazione (o in luogo di privata dimora): la Corte ha ricordato che la qualificazione dipende dalla prova che il luogo rientri nella nozione di privata dimora; la sentenza è stata annullata per contraddittorietà e insufficiente motivazione

  • art. 62, n. 4, cod. pen.

    Attenuante della speciale tenuità del danno: i giudici devono motivare sul carattere 'irrisorio' della somma o del danno; la Corte ha ritenuto carente la valutazione di merito sul punto

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Obbligo di motivazione delle sentenze; la Corte ha accusato la Corte d'appello di motivazione apparente e di omissione nel rispondere alle censure d'appello

  • art. 533 cod. proc. pen.

    Principio dell'oltre ogni ragionevole dubbio; la Corte ha richiamato che l'affermazione di responsabilità richiede un percorso motivazionale che superi tale standard, cosa non avvenuta in appello

  • art. 587 cod. proc. pen.

    Estensione degli effetti favorevoli dell'annullamento ai coimputati: la Corte ha applicato questo istituto estendendo l'annullamento (ex estensione oggettiva) a Micali sul capo E)

  • artt. 516, 517, 521, 522 cod. proc. pen.

    Regole sulla comunicazione delle novità e sulla correlazione tra accusa e sentenza; la Corte ha ricordato che la riqualificazione è lecita purché non alteri in modo sostanziale il fatto e non pregiudichi il diritto di difesa

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Onere di provare gli elementi costitutivi del reato e regime degli indizi; la Corte ha evidenziato che il giudice di appello deve confrontarsi con le deduzioni difensive e non limitarsi a rinvii apodittici

Massime di principio

  • Il giudice d'appello ha l'obbligo di fornire una motivazione autonoma, analitica e 'dialogica' rispetto alle censure di parte: il mero rinvio alla sentenza di primo grado o formule assertive configurano motivazione apparente e viziabile in Cassazione
  • Per l'integrazione dell'associazione a delinquere (art.416 c.p.) non basta la pluralità di reati o contatti telefonici: occorre dimostrare stabilità del vincolo, organizzazione anche minima e la consapevole adesione al programma criminoso
  • Nelle fattispecie di ricettazione e riciclaggio è essenziale provare la provenienza illecita del bene e la consapevolezza del soggetto; per il riciclaggio serve inoltre il reato presupposto penalmente rilevante, non mera violazione amministrativa
  • La riqualificazione di un fatto (es. furto in 'privata dimora') è lecitamente possibile, ma richiede che i fatti mostrino gli elementi oggettivi tipici di tale nozione (es. delimitazione, accesso non consentito, svolgimento della vita privata); se tali presupposti non emergono la qualificazione non può essere confermata senza adeguata motivazione
  • Se la Corte di legittimità annulla per vizi motivazionali su questioni non personali, l'effetto favorevole può estendersi ai coimputati (art.587 c.p.p.), imponendo il rinvio per un nuovo esame unitario
  • Sulle attenuanti di tenuità del danno (art.62 n.4 c.p.) il giudice deve motivare concretamente perché il danno è ritenuto 'irrisorio' rispetto al valore del bene e alla condotta
  • La correlazione tra accusa e sentenza tutela il diritto di difesa; la riqualificazione non viola tale principio se gli elementi essenziali del fatto restano invariati e l'imputato ha potuto adeguatamente difendersi

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