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Sentenza

Sentenza n. 810/2026 - Bologna, Sezione 2

per l'ottemperanza della sentenza n. 259/2024 del Tribunale di Rimini, Sezione Lavoro, pubblicata in data 24.09.2024.

Giustizia amministrativa202501976

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza n. 259/2024 del Tribunale di Rimini, Sezione Lavoro, passata in giudicato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (professori)

Prevale il privato

La controversia

Tredici professori hanno proposto ricorso per ottenere l'ottemperanza alla sentenza n. 259/2024 del Tribunale di Rimini, Sezione Lavoro, pubblicata il 24 settembre 2024 e passata in giudicato, come attestato dalla cancelleria il 31 marzo 2025. La sentenza era stata notificata al Ministero ai fini della decorrenza del termine dilatorio di 120 giorni per l'esecuzione. Nonostante ciò, il Ministero è rimasto inadempiente e non si è costituito in giudizio. I ricorrenti hanno quindi dedotto la perdurante inosservanza delle statuizioni contenute nella decisione del giudice ordinario.

La decisione

Il TAR ha ritenuto fondato il ricorso per ottemperanza, rilevando il passaggio in giudicato della sentenza del Tribunale di Rimini, la notificazione della stessa ai fini esecutivi e la perdurante inadempienza dell'amministrazione. Ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito e al Dirigente dell'Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna di dare esecuzione alle statuizioni della sentenza entro sessanta giorni dalla notificazione o comunicazione della presente decisione, detraendo quanto eventualmente già corrisposto a tutti i professori contemplati nella sentenza del giudice ordinario. In caso di ulteriore inadempienza, su istanza dei ricorrenti, l'esecuzione sostitutiva dovrà essere svolta nei successivi sessanta giorni dal commissario ad acta, individuato nel Dirigente dell'Ufficio Scolastico Regionale o in un funzionario da questi delegato, con facoltà di subdelega. Il Ministero è stato condannato alle spese del giudizio, liquidate in euro 2.000, oltre spese generali e oneri accessori, nonché alla restituzione del contributo unificato, con distrazione delle spese in favore dei difensori.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione costituisce la base processuale dell'azione di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare all'amministrazione l'esecuzione del giudicato, predisponendo anche misure sostitutive in caso di persistente inadempimento.

Massime di principio

  • L'azione di ottemperanza è accoglibile quando una sentenza è passata in giudicato, è stata notificata ai fini dell'esecuzione, è decorso il termine dilatorio previsto per l'adempimento e l'amministrazione permane inadempiente.
  • In presenza di un giudicato non eseguito, il giudice dell'ottemperanza può ordinare all'amministrazione di dare esecuzione alle statuizioni giudiziali entro un termine stabilito, detraendo gli importi eventualmente già corrisposti.
  • Il giudice dell'ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, destinato a intervenire su istanza della parte vittoriosa e dopo l'ulteriore inutile decorso del termine assegnato all'amministrazione, per compiere gli adempimenti sostitutivi.
  • La soccombenza dell'amministrazione inadempiente comporta la condanna alle spese del giudizio di ottemperanza, anche quando l'attività difensiva sia limitata.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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