Cassazione Penale, Sentenza n. 5082/2024 del 05/02/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione avverso l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva applicato ad Amadori la misura interdittiva (divieto di esercitare attività di impresa e ricoprire uffici direttivi per un anno) in relazione al capo di incolpazione per corruzione (art. 321 c.p.). Il ricorrente deduceva: (i) inutilizzabilità delle intercettazioni via captatore informatico (trojan) rilevate in casa del sindaco per mancata indicazione delle ragioni nel decreto autorizzativo (art. 266, co. 2-bis c.p.p.); (ii) errore di diritto nella ricostruzione del nesso tra consegna degli impianti e fase progettuale/esecutiva (richiamando norme del d.lgs. 50/2016); (iii) assenza di utilità personale, di sinallagma corruttivo e di elemento soggettivo per il reato di corruzione; (iv) infondatezza delle esigenze cautelari e vizio motivazionale del Tribunale del riesame.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto legittimo l'utilizzo del captatore informatico nel procedimento per reati contro la P.A. alla luce del d.lgs. 216/2017 e delle modifiche successive (legge n.3/2019), pur richiamando la necessità di specifica motivazione nei decreti quando previsto; ha inoltre rilevato l'insufficienza del ricorso a contestare l'utilizzabilità dell'intercettazione perché il difensore non ha prodotto tutti i decreti autorizzativi né ha dimostrato la "prova di resistenza" (cioè che l'espunzione dell'intercettazione avrebbe fatto venir meno il convincimento probatorio). Sostanzialmente la Corte ha confermato la ricostruzione del Tribunale del riesame: esistevano gravi indizi di corruzione per il sinallagma tra l'affidamento in subappalto alla Saca Edilizia e atti contrari ai doveri d'ufficio (consegna anticipata degli impianti e pressioni sulla società di verifica), giustificando la misura interdittiva; il ricorso è pertanto rigettato e Amadori è condannato alle spese processuali.
Norme richiamate
art. 321 cod. pen.
Norma che disciplina il reato di corruzione; la Corte ha ritenuto sussistere, sulla base delle intercettazioni e degli atti, gravissimi indizi in ordine all'elemento oggettivo (promessa/erogazione di utilità) e al nesso sinallagmatico con atti contrari ai doveri d'ufficio
art. 614 cod. pen.
Riferimento ai luoghi di privata dimora; la disciplina delle captazioni nei luoghi indicati è stata considerata alla luce delle successive modifiche legislative che ne hanno ampliato l'utilizzabilità per i reati contro la P.A.
art. 266, comma 2-bis, cod. proc. pen.
art. 266, co. 2-bis c.p.p.
Prevede l'obbligo di indicare nel decreto le ragioni che giustificano l'utilizzo del captatore informatico nei reati contro la P.A. quando le captazioni avvengono in luoghi di privata dimora; la Corte ha osservato che il ricorrente non ha prodotto tutta la documentazione necessaria e non ha dimostrato la rilevanza dell'eventuale inutilizzabilità ai fini della prova
d.lgs. 216/2017, art. 6
Ha esteso l'applicabilità del captatore informatico anche ai reati dei pubblici ufficiali contro la P.A.; la Corte ha confermato la legittimità dell'uso del trojan per tali reati a partire dall'entrata in vigore della norma
legge n. 3/2019, art. 1, comma 3
legge n. 3/2019, art. 1, co. 3
Ha eliminato la limitazione che richiedeva la prova di attività criminosa all'interno della privata dimora per l'uso del captatore informatico, equiparandone l'uso a quello previsto per i delitti di criminalità organizzata
art. 13 d.l. n. 152/1991 (conv. L. 203/1991)
Richiamato come disciplina di riferimento per l'utilizzo del captatore informatico nei reati gravi; la Corte ha fatto confronti giurisprudenziali per confermare la compatibilità dell'uso del trojan
decreto legislativo 50/2016 (norme sul codice degli appalti)
d.lgs. 50/2016 (artt. 23, 206, 32, 183 co. 15; art. 26 richiamato in motivazione)
La Corte ha ritenuto corretta la ricostruzione del Tribunale del riesame secondo cui, nel contesto di un project financing, la gestione/erogazione del servizio e le opere di riqualificazione sono strettamente connesse: una consegna anticipata degli impianti prima della validazione del progetto esecutivo può integrare un atto idoneo a favorire indebitamente il concessionario e quindi apparire contraria ai doveri d'ufficio
Massime di principio
- L'utilizzo del captatore informatico (trojan) è ammesso per i reati contro la pubblica amministrazione alla luce del d.lgs. 216/2017 e successive modifiche; quando la legge richiede motivazioni specifiche nel decreto autorizzativo (es. per captazioni in privata dimora) tali motivazioni devono risultare documentate, e il difensore che ne lamenta l'assenza deve produrre gli atti necessari per la verifica.
- In Cassazione, chi chiede l'esclusione di una prova (es. intercettazioni) deve dimostrare l'incidenza dell'eventuale espunzione sulla "prova di resistenza" ovvero che, senza quella prova, le residue risultanze non sarebbero sufficienti a sostenere la decisione.
- Nel contesto di procedure di project financing la gestione del servizio e la realizzazione delle opere sono spesso considerate strettamente connesse: atti come la consegna anticipata degli impianti prima della validazione del progetto esecutivo possono integrare atti contrari ai doveri d'ufficio se favoriscono indebitamente l'aggiudicatario.
- Per affermare l'esistenza di un reato di corruzione è necessario valutare utilità, sinallagma e l'elemento soggettivo; tuttavia, prove indirette (intercettazioni, pressioni, comportamenti finalizzati a eliminare rilievi tecnici) possono costituire gravi indizi sufficienti ad adottare misure cautelari interdittive.
- La misura cautelare interdittiva (divieto di esercitare attività d'impresa o uffici direttivi) può essere applicata anche in assenza di precedenti penali quando emerga una "scaltrezza" del soggetto e un concreto rischio di reiterazione attraverso l'accesso a procedure dove possa riprodurre le condotte contestate.
- In fase difensiva, per contestare efficacemente intercettazioni e provvedimenti cautelari è essenziale produrre tutta la documentazione autorizzativa e proporre una motivazione di resistenza, oltre a offerte probatorie concrete che contrastino il quadro ricostruito dall'accusa.
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