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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6284/2022 del 22/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva respinto la richiesta di revoca della misura cautelare della custodia in carcere applicata all'indagata per il delitto di omicidio volontario commesso il 3 febbraio 2021. La ricorrente deduceva difetto di motivazione e travisamento delle prove, sostenendo di essersi difesa da un'aggressione subita in casa (con presenza di ecchimosi compatibili con colpi a mani nude), che la perizia medico-legale avvalorava la sua versione, che non era stata accertata la direzione della coltellata e che ella aveva chiamato il 118 immediatamente.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che il motivo fosse, in sostanza, un riesame di merito del compendio probatorio e che, anche alla luce della perizia che attestava ecchimosi sull'indagata, il quadro indiziario non risultasse mutato. Il giudizio di gravità indiziaria era fondato sulla sproporzione tra l'offesa ricevuta e la coltellata diretta all'addome della vittima e sulla condotta successiva dell'indagata (lavaggio del coltello e cambio d'abito) ritenuta sintomatica di volontà omicidiaria. Conseguentemente la Corte ha condannato la ricorrente alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 310 cod. proc. pen.

    Indica la competenza del Tribunale quale giudice ai sensi dell'art. 310 c.p.p. per le impugnazioni avverso provvedimenti cautelari; citato per inquadrare la funzione del giudice che ha emesso l'ordinanza impugnata.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per disporre le conseguenze dell'inammissibilità del ricorso in Cassazione, con condanna alle spese processuali.

  • art. 94, comma 1-ter, disposizioni

    art. 94, comma 1-ter, disp.

    Richiamato per gli adempimenti di cancelleria successivi alla pronuncia (notifica o comunicazioni previste dalle disposizioni applicabili).

  • Corte Costituzionale, sentenza n. 186 del 2000

    Corte Cost., sentenza n. 186 del 2000

    Citate in relazione al criterio per escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità; applicata per valutare la proposta sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende in assenza di elementi che escludano la colpa.

Massime di principio

  • La presenza di lesioni ed ecchimosi compatibili con una colluttazione è elemento rilevante ma non automaticamente decisivo per escludere la gravità indiziaria rispetto a un'accusa di omicidio.
  • La valutazione della proporzione tra offesa subita e mezzo di difesa utilizzato (es. uso di coltello) è centrale: una ferita mortale inflitta con modalità dirette e violente può integrare indizi di eccesso intenzionale anche se esistono segni di aggressione subita.
  • Condotte successive al fatto, come il lavaggio dell'arma o il cambio di abiti, possono essere valutate come elementi indiziari significativi della volontà di cancellare tracce e, quindi, della rilevanza della gravità indiziaria.
  • La chiamata al 118 o la presenza di dichiarazioni di essere stati aggrediti non esauriscono la valutazione probatoria; vanno sempre coordinate con il resto del compendio indiziario e della dinamica ricostruita.
  • In Cassazione non è consentito un nuovo esame libero del merito: i motivi che si risolvono in una rinnovata valutazione di fatto o in mera ri-lettura critica delle prove sono inammissibili se non prospettano vizi formali o di strutturazione logico-giuridica della motivazione.
  • Per ottenere la revoca di una misura cautelare per insufficienza della gravità indiziaria occorre proporre elementi che incidano sulla struttura logica della motivazione del giudice e non soltanto alternative ricostruzioni dei fatti.

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