Sentenza n. 14619/2026 - Roma, Sezione 2T
per l'annullamento dell’ordinanza dirigenziale del Comune di Viterbo -OMISSIS- del 27 maggio 2026 di divieto di prosecuzione dell'attività di acconciatore.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha definito il giudizio con sentenza in forma semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a., dichiarando l'inammissibilità del ricorso per carenza di interesse, poiché esso riproduceva un altro giudizio già proposto dalla stessa ricorrente. Non è stata adottata alcuna statuizione sulle spese, in ragione della mancata costituzione del Comune intimato.
Atto impugnato: ordinanza dirigenziale comunale di divieto di prosecuzione dell'attività di acconciatore
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha impugnato l'ordinanza dirigenziale del Comune di Viterbo del 27 maggio 2026, con cui era stato disposto il divieto di prosecuzione dell'attività di acconciatore. Il TAR ha rilevato che il ricorso costituisce un mero doppione informatico del precedente giudizio n. 8781/2026, proposto dalla medesima ricorrente, e ha pertanto dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse. La ricorrente è stata previamente avvisata della possibile definizione in rito ai sensi dell'art. 73 c.p.a.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
Consente di definire il giudizio con sentenza in forma semplificata, anche in camera di consiglio, ricorrendone i presupposti.
art. 73 c.p.a.
È stato richiamato quale fondamento del rituale avviso preventivo alla parte circa la possibile definizione del giudizio in rito.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale presupposto per l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte ricorrente.
art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato, unitamente alla disciplina nazionale, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata e per disporre l'oscuramento dei dati identificativi.
Massime di principio
- È inammissibile per carenza di interesse il ricorso che costituisca un mero duplicato informatico di un altro giudizio già proposto dalla medesima parte contro il medesimo provvedimento, poiché non presenta un'utilità processuale autonoma.
- Il giudizio può essere definito con sentenza in forma semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a. quando la causa è matura per la decisione e la questione può essere risolta sulla base degli atti, previo avviso alle parti ai sensi dell'art. 73 c.p.a.
Come è indicizzato
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