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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26881/2022 del 12/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della condanna per ricettazione relativa a 117 magliette con marchi contraffatti; censure rivolte alla mancanza di accertamento certo della contraffazione e della consapevolezza della provenienza illecita da parte dell'imputato, possibile riconduzione al reato contravvenzionale di incauto acquisto, mancato riconoscimento della causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p. e del riconoscimento delle attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità e manifesta infondatezza, confermando la valutazione dei giudici di merito. È stato ritenuto legittimo l'uso della testimonianza qualificata del poliziotto che ha effettuato il sequestro per provare la contraffazione. La Corte ha ritenuto provata la consapevolezza dell'imputato sulla provenienza illecita sulla base di elementi quali assenza di documentazione fiscale, modalità di vendita (bancarella, prezzo molto inferiore), e versione incongrua dell'imputato; ha escluso la qualificazione come contravvenzione di incauto acquisto. Ha altresì respinto la doglianza relativa all'applicabilità di art. 131-bis c.p. (pena massima di ricettazione superiore a 5 anni; non ricorrente la forma attenuata) e confermato il diniego delle attenuanti generiche in ragione dei precedenti penali e delle modalità e intensità del dolo. Per l'inammissibilità del ricorso è stata disposta la condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 648 cod. pen. (ricettazione)

    Il reato contestato è la ricettazione; la Corte ha ritenuto che la prova del dolo (anche eventuale) possa desumersi da elementi indiziari quali assenza di documentazione, prezzo anomalo e modalità di vendita, e che non ricorre la fattispecie attenuata nel caso concreto

  • art. 474 cod. pen. (estinzione per prescrizione di reato)

    La Corte territoriale aveva dichiarato l'estinzione per prescrizione di talune condotte richiamate in precedenza; il riferimento è strettamente formale nell'atto impugnato

  • art. 712 cod. pen. (contravvenzione di incauto acquisto)

    La Corte ha escluso che il fatto possa essere qualificato come incauto acquisto, in quanto sono emersi elementi tali da configurare consapevolezza o dolo eventuale dell'imputato

  • art. 131-bis cod. pen. (causa di non punibilità per particolare tenuità)

    La causa di non punibilità non è applicabile a fattispecie con pena massima superiore a cinque anni; la Corte ha inoltre osservato che, anche alla luce della sentenza della Corte Costituzionale n.156/2020, la causa potrebbe valere solo in presenza della ipotesi attenuata dell'art. 648 (secondo comma), non ravvisata nel caso

  • art. 194, comma 3, cod. proc. pen. (divieto di apprezzamenti personali del testimone)

    art. 194, comma 3, c.p.p.

    Il divieto generale non impedisce che un testimone qualificato, che riferisca fatti percepiti nella sua attività professionale, esprima apprezzamenti tecnici ritenuti inscindibili dal fatto; pertanto la deposizione del poliziotto investigativo è stata ritenuta valida per accertare la contraffazione

  • art. 616 cod. proc. pen. (condanna alle spese per ricorso inammissibile)

    In caso di inammissibilità dell'impugnazione, il ricorrente può essere condannato alle spese processuali e, se ravvisata colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, al pagamento in favore della cassa delle ammende

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 156/2020

    Corte Cost. n. 156 del 25/06/2020

    Ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di parti di art. 131-bis nella parte che non consentiva l'applicazione della causa di non punibilità ai reati senza minimo edittale; la Corte di legittimità ha richiamato la pronuncia per precisare i limiti applicativi della causa nel caso di specie

Massime di principio

  • La prova della contraffazione può essere validamente ottenuta anche tramite la testimonianza di un operatore qualificato (es. poliziotto addetto ai controlli) se questi espone indici tecnici e percorsi logici che giustifichino la conclusione
  • La consapevolezza della provenienza illecita (dolo nella ricettazione) può desumersi da elementi indiziari quali assenza di documentazione fiscale, modalità e luogo della vendita (es. bancarella), prezzo anormalmente basso e versioni incongrue del compratore
  • La fattispecie di incauto acquisto (art. 712 c.p.) non è applicabile quando emergono elementi che indicano consapevolezza o dolo eventuale; la qualificazione dipende dalla valutazione complessiva delle circostanze
  • L'applicabilità della causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p. è limitata: non si applica ai reati con pena massima superiore a cinque anni, salvo che ricorra la specifica ipotesi attenuata e comprovata; la deduzione tardiva di tale causa in sede di cassazione è generalmente inefficace
  • I motivi di ricorso devono essere specifici e confrontarsi con le argomentazioni della sentenza impugnata: censure generiche o reiterative delle stesse valutazioni di merito rendono il ricorso inammissibile
  • Il giudice di merito non è obbligato a menzionare ogni elemento prodotto dalle parti: è sufficiente che motivi rispetto agli elementi ritenuti decisivi
  • In caso di ricorso inammissibile per colpa nella determinazione, il ricorrente può essere condannato oltre alle spese processuali anche a una sanzione pecuniaria a favore della cassa delle ammende

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