Sentenza del 06/03/2019 n. 1290 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
IVA - operazioni inesistenti - diritto alla detrazione d'imposta - utilizzo fraudolento ed evasione fiscale.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl diritto alla detrazione dell'IVA deve essere negato quando è dimostrato che l'operazione è collegata a un'evasione o a un utilizzo fraudolento del sistema IVA e che il contribuente, usando la normale diligenza professionale richiesta dalle circostanze concrete, poteva conoscere tale irregolarità. La regolarità formale della fattura, da sola, non è quindi sufficiente a garantire la detrazione.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguarda il diritto alla detrazione dell'IVA assolta su fatture formalmente regolari, ma relative a operazioni inesistenti o inserite in un contesto fraudolento. Il principio affermato è che la fattura conforme agli artt. 21 e seguenti del d.P.R. n. 633/1972 costituisce normalmente un valido titolo per la detrazione, ma non tutela il contribuente quando il diritto viene esercitato abusivamente o fraudolentemente. La detrazione può essere negata se, sulla base di elementi oggettivi e della normale diligenza esigibile da un operatore economico, il contribuente poteva conoscere l'illiceità o il contesto evasivo dell'operazione.
Norme richiamate
d.P.R. n. 633/1972, artt. 21 e seguenti
Una fattura conforme ai requisiti di forma e contenuto prescritti dagli artt. 21 e ss. fa presumere la verità di quanto in essa attestato e costituisce valido titolo ai fini del diritto alla detrazione.
La regolarità formale della fattura crea una presunzione favorevole al contribuente, ma non impedisce di negare la detrazione quando emergano elementi oggettivi di frode, abuso o inesistenza dell'operazione.
Cassazione, sentenza n. 10167/2012
Per negare il diritto alla detrazione è sufficiente che, sulla base della normale diligenza esigibile dall'operatore economico, il contribuente potesse conoscere il contesto illecito dell'operazione.
Il contribuente non deve necessariamente essere l'autore della frode: è sufficiente che fosse consapevole, o avrebbe dovuto esserlo usando l'ordinaria diligenza professionale, dell'inserimento dell'operazione in un meccanismo evasivo.
Massime di principio
- La presenza di una fattura formalmente corretta non garantisce automaticamente il diritto alla detrazione IVA: occorre che l'operazione sia effettiva e non fraudolenta.
- Il contribuente deve adottare una normale diligenza professionale, verificando le circostanze dell'operazione e l'affidabilità del fornitore quando vi siano anomalie o indizi di irregolarità.
- Il diniego della detrazione può essere legittimo anche se il contribuente non ha partecipato direttamente alla frode, qualora sapesse o potesse ragionevolmente sapere che l'operazione era collegata a un'evasione.
- La valutazione deve basarsi su elementi oggettivi e sulle concrete circostanze del caso, non sulla sola esistenza della fattura o sul suo rispetto dei requisiti formali.
- In una situazione analoga, è importante conservare documentazione che dimostri l'effettività dell'operazione, la reale prestazione o consegna, la congruità economica e le verifiche svolte sul contraente.
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