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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49639/2023 del 13/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Verona che non aveva convalidato l'arresto operato in flagranza per detenzione a fini di spaccio. Il ricorrente ha dedotto violazione di legge sostenendo che il Tribunale, nella fase di convalida, ha compiuto una valutazione anticipata sulla fondatezza dell'accusa (analisi del fatto e della gravità indiziaria) mentre avrebbe dovuto limitarsi a verificare la legittimità e la ragionevolezza dell'intervento della Polizia giudiziaria e il rispetto dei termini processuali previsti per la convalida.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata. Ha qualificato come errata l'operazione del Tribunale di Verona che aveva negato la convalida perché aveva effettuato una valutazione di merito (ipotizzando uso personale in ragione della modica quantità e della mancanza di denaro e strumenti) quando invece in sede di convalida doveva limitarsi a un controllo di ragionevolezza dell'operato della Polizia giudiziaria e alla verifica dei presupposti di flagranza. La Corte ha quindi constatato per tabulas la legittimità dell'arresto e lo ha convalidato.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 309/1990, art. 73, comma 5

    Norma sostanziale che punisce la detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio; indica il reato per il quale Muzzolon è stato arrestato

  • codice di procedura penale, art. 386, comma 3

    Richiama i termini procedurali rilevanti nella fase di convalida dell'arresto; in sede di convalida il giudice deve verificare il rispetto di tali termini

  • codice di procedura penale, art. 390, comma 1

    Ulteriore norma procedurale sui termini e sul compimento degli atti nella fase cautelare; la verifica dei limiti temporali è parte del controllo di legittimità dell'arresto

  • codice di procedura penale, artt. 380 e 381

    Gli articoli elencano i reati e le ipotesi di flagranza cui il giudice può fare riferimento; in sede di convalida deve essere verificata l'ipotizzabilità di uno dei reati richiamati senza entrare nel merito della gravità degli indizi

Massime di principio

  • In sede di convalida dell'arresto il giudice deve limitarsi a verificare la legittimità formale dell'arresto e la ragionevolezza dell'operato della Polizia giudiziaria nello stato di flagranza, non a valutare la fondatezza o la gravità indiziaria dell'accusa.
  • La valutazione di merito (es. accertamenti sulla destinazione d'uso dello stupefacente o sulla gravità degli indizi) è riservata al giudice di merito nelle successive fasi processuali e, se pertinente, al giudice che decide sull'applicabilità di misure coercitive.
  • Se il giudice di convalida compie una valutazione anticipata di merito e ne consegue un vizio nella decisione, la Cassazione può annullare l'ordinanza senza rinvio quando la fase di convalida risulti definitivamente esaurita e la legittimità dell'atto risulti per tabulas.
  • La quantità e la natura della sostanza, i precedenti dell'arrestato e altri elementi concreti possono concorrere a fondare la ragionevolezza dell'arresto, ma non autorizzano il giudice di convalida a sostituirsi al giudice di merito nella valutazione della responsabilità.
  • Per gli operatori di polizia: documentare gli elementi di fatto disponibili al momento dell'arresto (quantità, tipologia sostanza, comportamenti) è fondamentale perché il controllo di ragionevolezza si fonda sulla situazione esistente al momento dell'adozione della misura.

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