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Sentenza

Sentenza del 13/06/2018 n. 15463 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Agenzia delle Entrate contestava alla società, concessionaria nella compravendita di autoveicoli, l'indebita deduzione di costi, la detrazione IVA e l'omessa regolarizzazione di acquisti intracomunitari. Le operazioni risultavano formalmente fatturate dalla società XX S.r.l., ritenuta una società "cartiera", ma gli elementi investigativi indicavano che i veicoli provenivano direttamente da fornitori comunitari. L'Ufficio sosteneva l'esistenza di una frode carosello e la consapevolezza, o quantomeno la conoscibilità mediante ordinaria diligenza, della frode da parte della contribuente. Contestava inoltre l'indeducibilità dei costi in caso di operazioni soggettivamente inesistenti e di illecito penale.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il controricorso della società perché tardivo. Ha rigettato il primo motivo dell'Agenzia, ritenendo che la CTR avesse esaminato le censure proposte. Ha invece accolto il secondo, il terzo, il quarto e il sesto motivo, ritenendo che l'Amministrazione avesse allegato elementi presuntivi rilevanti: l'assenza di struttura e capacità operativa della società interposta, la coincidenza temporale tra acquisti comunitari e rivendite, nonché la vendita a prezzi inferiori a quelli di acquisto. Tali elementi imponevano di verificare la consapevolezza della contribuente circa l'inserimento delle operazioni in una frode IVA. Il quinto motivo, relativo agli obblighi di regolarizzazione degli acquisti intracomunitari, è stato dichiarato assorbito. La sentenza della CTR è stata cassata con rinvio alla CTR dell'Abruzzo, in diversa composizione, limitatamente al profilo dei costi e dell'eventuale illecito penale, con rinvio anche per la liquidazione delle spese.

Norme richiamate

  • Art. 370 c.p.c.

    Il controricorso della società è stato dichiarato inammissibile perché depositato oltre il termine previsto.

  • Art. 112 c.p.c.

    Non è stata ravvisata omessa pronuncia, poiché la CTR aveva esaminato le censure dell'Agenzia e motivato la decisione.

  • D.P.R. n. 633/1972, art. 19

    Il diritto alla detrazione IVA non può essere negato sulla base della sola irregolarità formale delle fatture; quando si deduce un'operazione inesistente, l'Amministrazione deve provare l'inesistenza dell'operazione o la consapevolezza del contribuente di partecipare a un'evasione.

  • Art. 2697 c.c.

    L'onere della prova è distribuito tra le parti: l'Ufficio deve fornire elementi, anche presuntivi, circa l'inesistenza dell'operazione o la consapevolezza della frode; il contribuente deve poi dimostrare la propria buona fede e l'effettività dei presupposti della detrazione.

  • D.L. n. 331/1993, artt. 41 e seguenti, e artt. 46 e 47

    Gli acquisti intracomunitari devono essere correttamente documentati, integrati e registrati. L'omessa regolarizzazione può comportare recupero dell'imposta e sanzioni.

  • D.Lgs. n. 471/1997, art. 6, comma 8

    La disposizione disciplina le sanzioni connesse all'omessa regolarizzazione e registrazione delle operazioni documentate irregolarmente; la questione è stata assorbita dal rinvio.

  • L. n. 537/1993, art. 14, comma 4-bis

    I costi relativi a operazioni soggettivamente inesistenti sono, in linea generale, deducibili se effettivamente sostenuti e dotati dei requisiti di effettività, inerenza, competenza, certezza e determinabilità, salvo che siano direttamente riferibili a beni o servizi utilizzati per commettere un delitto non colposo.

  • Art. 360 c.p.c.

    La Corte ha esaminato censure relative a violazioni di legge, omessa pronuncia e omessa motivazione, accogliendo quelle concernenti la ripartizione dell'onere probatorio e la valutazione degli elementi indiziari.

Massime di principio

  • Nelle frodi carosello o nelle operazioni soggettivamente inesistenti, la mera regolarità formale delle fatture e il pagamento del prezzo non sono sufficienti a garantire la detrazione IVA: occorre verificare l'effettivo fornitore e la buona fede del cessionario.
  • L'Amministrazione finanziaria deve fornire elementi oggettivi e concordanti, anche presuntivi, dai quali risulti l'inesistenza soggettiva dell'operazione e la consapevolezza, o la conoscibilità con l'ordinaria diligenza, della frode.
  • L'assenza di struttura della società interposta, la rivendita nello stesso giorno dell'acquisto, i prezzi inferiori a quelli di acquisto e i rapporti diretti tra acquirente italiano e fornitore estero sono indici significativi di una possibile interposizione fittizia.
  • Una volta forniti tali indizi, il contribuente deve dimostrare di avere operato in buona fede e di aver adottato controlli commerciali ragionevoli sull'affidabilità del fornitore e sulla reale provenienza dei beni.
  • La deducibilità dei costi ai fini delle imposte dirette segue una disciplina distinta dalla detrazione IVA: il costo può essere deducibile se effettivo e inerente, ma non se direttamente collegato alla commissione di un delitto non colposo o privo degli ordinari requisiti fiscali.
  • L'assoluzione penale non definitiva non esclude automaticamente le conseguenze fiscali: il giudice tributario deve verificarne il passaggio in giudicato e valutare autonomamente la sussistenza dei presupposti dell'illecito penale.

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