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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46284/2024 del 17/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Trapani che aveva annullato il decreto di sequestro preventivo (art. 321 c.p.p.) relativo al complesso aziendale e alle quote sociali della "Veneto Trasporti Group" s.r.l. e della "Noleggio e Trasporti" s.r.l., sostenendo violazione di legge per motivazione apparente: il Tribunale avrebbe espresso un dubbio generico sulla configurabilità della bancarotta fraudolenta patrimoniale rispetto alla mancata riscossione di crediti senza confrontarsi con la giurisprudenza consolidata che include le ragioni di credito nel patrimonio oggetto di depauperamento; inoltre avrebbe ritenuto assente il periculum in mora ignorando la puntuale motivazione del GIP circa il rischio di agevolazione di ulteriori reati dato il comportamento reiterato dell'indagato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Pubblico ministero ritenendolo fondato: ha annullato con rinvio l'ordinanza del Tribunale per vizio di motivazione (laconicità e omissione di valutazione di elementi probatori e di precedenti giurisprudenziali) e ha disposto che il giudice di rinvio verifichi concretamente la pertinenza dei beni al reato (fumus commissi delicti) e l'esistenza del periculum in mora, tenendo conto delle valutazioni espresse dal GIP e degli elementi prodotti dalle parti. La Corte ha inoltre ricordato che in sede di legittimità non può essere svolta una nuova valutazione dei fatti non già definiti nei precedenti provvedimenti.

Norme richiamate

  • art. 321 cod. proc. pen.

    quando vi è pericolo che la libera disponibilità di una cosa pertinente al reato possa aggravare o protrarre le conseguenze di esso ovvero agevolare la commissione di altri reati

    Definisce il sequestro impeditivo e il periculum in mora: il sequestro è giustificato quando la libera disponibilità della cosa pertinente al reato possa aggravare/protrarre le conseguenze del reato o agevolare altri reati; richiede valutazione concreta sulla pertinenza e sul rischio.

  • art. 216, comma 1, legge fallimentare

    La Corte richiama l'orientamento secondo cui la bancarotta fraudolenta patrimoniale può ricomprendere anche la mancata riscossione di crediti quando ciò concorra al depauperamento del patrimonio destinato a formare l'attivo fallimentare.

  • art. 273 cod. proc. pen.

    Richiamato come parametro per la valutazione dei gravi indizi di colpevolezza: la Corte osserva che con il provvedimento genetico erano state applicate misure personali (arresti domiciliari) e che vi sono elementi, compresa un'ammissione, rilevanti ai fini del fumus.

  • art. 309, comma 9, cod. proc. pen.

    Norma che disciplina il potere del tribunale di riesame di annullare il provvedimento cautelare quando la motivazione manca o non contiene una autonoma valutazione degli elementi fondanti; la Corte ne afferma l'applicabilità, per rinvio, anche nel procedimento di riesame contro il sequestro.

  • art. 324, comma 7, cod. proc. pen.

    Fornisce il rinvio applicativo che rende utilizzabili, nel riesame dei sequestri, le disposizioni sul potere di annullamento del tribunale previste per altri provvedimenti cautelari, nella misura in cui siano compatibili con la natura del sequestro.

  • Sez. U, n. 18954 del 31/03/2016 (Capasso)

    Richiamata per il principio secondo cui, nel riesame, il tribunale deve effettuare un'autonoma valutazione degli elementi che costituiscono il necessario fondamento del sequestro e degli elementi forniti dalla difesa; la mancata considerazione costituisce vizio di motivazione.

  • Sez. U, n. 12878 del 29/01/2003 (Innocenti)

    Richiamata per i criteri di valutazione del periculum in mora: il pericolo deve avere carattere di concretezza e essere accertato in concreto sulla base di elementi di fatto (natura della cosa, collegamento col reato, destinazione e modalità d'impiego).

  • Giurisprudenza di Sez. 5 (es. Nieri, Ruggeri, Nassetti, Giannunzio)

    Richiamata per il consolidato indirizzo secondo cui la mancata riscossione di crediti può rientrare nelle condotte di depauperamento rilevanti ai fini della bancarotta fraudolenta patrimoniale.

Massime di principio

  • Il tribunale del riesame deve fornire una motivazione autonoma, coerente e completa sia sul fumus commissi delicti sia sul periculum in mora: non è sufficiente una affermazione laconica o dubitativa.
  • La mancata riscossione di crediti può integrare, secondo la giurisprudenza consolidata, una forma di depauperamento patrimoniale rilevante per la bancarotta fraudolenta patrimoniale quando il comportamento sia funzionale a escludere tali crediti dall'attivo fallimentare.
  • La valutazione del periculum in mora richiede un accertamento in concreto e fattuale (natura del bene, collegamento col reato, destinazione, circostanze d'impiego, possibilità di reiterazione/agevolazione di ulteriori illeciti) e deve considerare anche gli elementi prodotti dalla difesa (pagamenti, dimissioni, gestione aziendale positiva).
  • La Cassazione può censurare e annullare un provvedimento per vizio di motivazione ma non può sostituirsi al giudice di merito nel riesame dei fatti nuovi: spetta al giudice di rinvio verificare nuovamente fumus e periculum alla luce delle indicazioni della Corte.
  • In presenza di misure cautelari reali su complessi aziendali, il bilanciamento tra esigenza cautelare e principi di adeguatezza/proporzionalità impone che il giudice valuti compiutamente alternative e circostanze attenuanti (es. accordi con la curatela, gestione aziendale controllata da terzi, iniziative dell'indagato).

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