Sentenza n. 1841/2026 - Catanzaro, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Provvedimento del Questore della Provincia di Catanzaro del 23 febbraio 2023, notificato con verbale di avviso orale il 2 marzo 2023, e atti connessi
Esito
Favorevole al resistente (questura)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente aveva impugnato il provvedimento del Questore e il verbale con cui gli era stato notificato l’avviso orale, chiedendone l’annullamento. Il testo non specifica i motivi di illegittimità dedotti. Con memoria del 6 luglio 2026 ha chiesto dichiararsi cessata la materia del contendere, riferendo che il Questore, con atto del 3 maggio 2023, aveva accolto la sua istanza e revocato il provvedimento impugnato.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, non cessata la materia del contendere. La revoca, diversamente dall’annullamento, opera ex nunc; tuttavia il ricorrente, dopo aver ottenuto la revoca, ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione. In assenza di repliche o di diverse richieste delle controparti, il principio dispositivo impedisce al giudice di decidere nel merito o di sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse: il giudice prende atto della dichiarazione e dichiara l’improcedibilità. Spese compensate.
Norme richiamate
art. 84, comma 4, c.p.a.
Ritenuto che, in caso risulti che la parte ricorrente non abbia più alcun interesse alla decisione del ricorso, il giudice non può decidere la controversia nel merito, né procedere d’ufficio, né sostituirsi nella valutazione dell’interesse ad agire, ma può solo adottare una pronuncia in conformità alla dichiarazione resa (o desunta ex art.84, co.4, c.p.a. citato), poiché nel processo amministrativo, in assenza di repliche e di diverse richieste ex adverso, vige il principio dispositivo in senso ampio, nel senso, cioè, che la parte ricorrente, sino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione, ha la piena disponibilità dell’azione e può dichiarare di non avere interesse alla decisione medesima, in tal modo provocando la presa d’atto del giudice, che può solo dichiarare l’improcedibilità del ricorso
La parte ricorrente può dichiarare, sino alla decisione, di non avere più interesse al ricorso; se non vi sono repliche o richieste contrarie, il giudice deve prenderne atto e dichiarare l’improcedibilità, senza decidere il merito né sostituirsi nella valutazione dell’interesse.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Ritenuto, pertanto, che: - il Collegio, per le esposte ragioni, debba prendere atto della sopravvenuta carenza di interesse, come desunta ai sensi dell’art.84, co.4, c.p.a., e pronunciarsi in rito ai sensi dell’art. 35, co. 1, lett. c), c.p.a.;
La sopravvenuta carenza di interesse comporta una pronuncia in rito di improcedibilità del ricorso.
Massime di principio
- La revoca del provvedimento impugnato, avendo efficacia ex nunc e non eliminando retroattivamente l’atto, non determina di per sé la cessazione della materia del contendere; può tuttavia comportare la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.
- Quando il ricorrente dichiara di non avere più interesse alla decisione e non vi sono repliche o diverse richieste delle altre parti, il giudice amministrativo non può proseguire d’ufficio nel merito né sostituirsi alla valutazione dell’interesse ad agire: deve prendere atto della dichiarazione e dichiarare improcedibile il ricorso.
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