Ordinanza n. 1077/2026 - Napoli, Sezione 8
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, dell’ordinanza n. 3 del 23.01.2026 del Comune di Recale, avente ad oggetto l’ingiunzione di demolizione del garage sito in Recale (CE), alla via Marianna Gadola n. 36, censito nel N.C.E.U. di Recale al Foglio 1, particella 5177, subalterno 9.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza comunale di ingiunzione di demolizione del garage sito in Recale
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietario)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza comunale di demolizione, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. In sede cautelare ha dedotto, tra l'altro, la tardività dell'esercizio del potere sanzionatorio ai sensi dell'art. 19, comma 4, l. n. 241/1990, l'assenza di un interesse pubblico attuale alla demolizione e l'erronea qualificazione della difformità edilizia. La difformità contestata consisteva anche in una dimensione del garage inferiore rispetto a quella rappresentata nella DIA e appariva riconducibile alla categoria delle tolleranze costruttive. Il provvedimento contestava inoltre la mancata realizzazione di una tettoia riferibile alla proprietà della controinteressata non costituita in giudizio.
La decisione
Il TAR ha accolto la domanda cautelare ritenendo, prima facie, che le censure presentassero un ragionevole esito favorevole nel merito. In particolare, ha valorizzato la possibile tardività dell'esercizio del potere sanzionatorio, la mancata evidenza di un interesse pubblico alla demolizione, la possibile riconducibilità della difformità alle tolleranze costruttive e la circostanza che parte della contestazione riguardasse la mancata realizzazione di una tettoia pertinente alla proprietà della controinteressata. Ha quindi sospeso l'efficacia dell'ordinanza di demolizione e fissato l'udienza pubblica per la trattazione del merito al 29 luglio 2027. Il Comune di Recale è stato condannato alle spese della fase cautelare, liquidate in euro 1.500,00 oltre accessori di legge.
Norme richiamate
art. 19, comma 4, l. 241/1990
Il TAR ha ritenuto prima facie rilevante la possibile tardività dell'esercizio del potere sanzionatorio previsto in relazione alla DIA e la conseguente incidenza sulla legittimità dell'ingiunzione di demolizione.
art. 55 c.p.a.
Costituisce la base processuale della domanda cautelare incidentale e dell'adozione della misura di sospensione.
Massime di principio
- In sede cautelare, la possibile tardività dell'esercizio del potere sanzionatorio edilizio può integrare un profilo di fumus boni iuris idoneo a giustificare la sospensione dell'ingiunzione di demolizione, quando dagli atti non emerga un interesse pubblico attuale alla demolizione.
- Una difformità dimensionale consistente nella realizzazione di un manufatto di dimensioni inferiori rispetto a quelle rappresentate nel titolo edilizio può, prima facie, essere ricondotta alla disciplina delle tolleranze costruttive, con conseguente possibile insussistenza dell'abuso sanzionabile mediante demolizione.
- La contestazione di una difformità riferita alla mancata realizzazione di un'opera pertinente alla proprietà di un soggetto diverso dal destinatario dell'ingiunzione può incidere sulla legittimità dell'ordine demolitorio e sul fumus boni iuris della domanda cautelare.
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